Zoo Umani e Europa Coloniale

Storia degli zoo umani

Gli zoo umani erano luoghi adibiti a mostrare pubblicamente un gruppo di uomini allo stato “naturale” e “primitivo” per suscitare curiosità o intrattenimento. Pensare a una cosa del genere nel mondo di oggi sarebbe scandaloso ma si tratta di un avvenimento reale avvenuto nel passato Europeo e che spesso viene facilmente nascosto o dimenticato.

I primi zoo umani, in realtà, sono addirittura precedenti alla colonizzazione dell’età moderna. L’esempio più antico sembra essere il giardino di Montezuma in Messico che contava vari esemplari “particolari” come nani ed albini.

Degno di nota, il grande giardino zoologico allestito dai De’ Medici in Vaticano, dove venivano mostrati oltre ad animali particolari, esseri umani provenienti dalle terre più lontane come Mori, Tartari e Indiani. 

La curiosità suscitata da gruppi umani differenti era una caratteristica preponderante dei viaggi di scoperta, è da ricordare che anche Cristoforo Colombo, dopo la scoperta dell’America, ritornò con degli indigeni da mostrare alla corte di Spagna.

 

 

zoo umani Colombo
Il ritorno di Cristoforo Colombo

L’età d’oro degli Zoo Umani

Nel diciannovesimo secolo le mostre divennero popolari in vari paesi che, forti delle loro potenze coloniali, manifestavano interesse e curiosità verso popolazioni “primitive”.

Prima, gli indigeni, erano esposti solamente all’interno di salotti borghesi. Famoso è il caso di Saartjie Baartman meglio conosciuta come Venere Ottentotta. Saartjie era una donna Nama che soffriva di un’anomalia genetica oggi chiamata steatopigia particolarmente ricorrente in certe etnie africane. La sua condizione rendeva il suo fisico estremamente particolare e simile a quello delle “veneri preistoriche”.

La storia di Saartjie è molto triste. Essa girò per tutta l’Europa, derisa e “studiata” per via delle sue fattezze così “strane” e distanti dai canoni estetici Europei. La “venere nera” morì in giovane età dopo un ultimo periodo dedito alla prostituzione e all’alcolismo. Persino dopo la morte furono messi in mostra il suo cervello e le sue ossa al musée de l’homme di Parigi

Gli zoo umani veri e propri nacquero intorno al 1875 grazie a imprenditori senza scrupoli come Carl Hagenbeck. Egli era un commerciante di animali esotici e ebbe la “geniale” idea di aggiungere degli esseri umani alle sue esibizioni. Carl Hagenbeck Iniziò le sue mostre con dei Samoani  definiti come puramente naturali. 

Il successo di pubblico fu incredibile e le mostre divennero itineranti, raggiungendo altri stati come Francia, Stati uniti e Inghilterra.

Contemporaneamente, altri imprenditori iniziarono questa redditizia attività creando un numero stupefacente di mostre e zoo. 

 

 

Saartjie Baartman
Saartjie Baartman

Musei Umani e Propaganda Coloniale

La storia degli zoo umani, come detto precedentemente, è legata a doppio filo con quella della colonizzazione europea. Queste mostre riuscirono infatti a convincere la gente comune della innata bestialità dei popoli colonizzati. Il razzismo delle teorie scientifiche era provato tramite la visione di esseri a metà fra l’uomo e la scimmia , chiusi dentro gabbie come se fossero bestie feroci. Le teorie pseudoscientifiche dei vari luminari erano poste in “mondovisione” nei musei.

La propaganda a favore del colonialismo aveva creato delle “razze inferiori” opposte a quelle europee e gli zoo non erano altro che la prova fisica della differenza fra Cultura e Natura

La conclusione era così presto fatta: gli europei essendo a uno stadio di evoluzione maggiore erano gli unici a poter civilizzare gli altri popoli e il colonialismo era quindi teoricamente giustificato.

L’indignazione del pubblico e della stampa era praticamente nulla. Queste mostre iniziarono a essere viste con un occhio diverso solamente dopo le guerre mondiali.
La visione dei popoli extraeuropei  infatti, cambia nella prima metà del Novecento. Si passa da una visione del selvaggio come sanguinario e feroce a quella del “buon selvaggio” sempre arretrato culturalmente ma di indole docile e asservito al padrone.

 

 

zoo Umani Poster
Poster di un’attrazione di uno zoo Umano

Dove sono finiti gli zoo?

Lo spettro degli zoo umani non è del tutto scomparso e tormenta ancora i popoli Europei. Alcuni episodi fra fine anni novanta e inizio anni duemila hanno riportato alla luce questa antica pratica. Un famoso esempio è quello dell’esposizione di un gruppo di pigmei Baka avvenuto in Belgio nel 2002

L’esposizione fu naturalmente più umana a differenza degli zoo dello scorso secolo ma ci furono comunque moltissime polemiche. La discussione che si creò immediatamente riguardo questo avvenimento è simbolo del pensiero europeo che vuole cancellare e staccarsi da quel violento passato coloniale

Gli zoo umani sono quindi un segreto da cancellare e da nascondere.

In molti paesi europei le strutture che li ospitavano sono state distrutte. Una sorte differente è avvenuta invece al Jardin d’agronomie tropicale de Paris , lo zoo umano alla periferia di Parigi. Esso non è stato demolito. Forse la Francia non vuole dimenticare quelle nefandezze avvenute all’interno del giardino e la presenza stessa dello zoo può essere un promemoria costante del passato coloniale Europeo.

 

 

zoo umani poster
Poster di una mostra umana

 

 

Bibliografia :

  • Domenici V., 2015, Uomini nelle gabbie. Dagli zoo umani delle Expo al razzismo della vacanza etnica, Milano, Il Saggiatore

 

Sitografia:

  • https://it.wikipedia.org
  • https://www.reddit.com/r/Anthropology/
  • http://www.nationalgeographic.it/
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Matteo Assistiti

Studente di Antropologia, Religioni e Civiltà Orientali presso l'Università di Bologna. Nato e residente in Toscana. Compratore compulsivo di libri. Appassionato di Antropologia, Attualità e Narrativa in tutte le sue forme.

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