Sciamanismo metropolitano: tra Neopaganesimo e Cultura Pop

Il tecnopaganesimo considera lo sviluppo scientifico e tecnologico come una manifestazione dell’eterna creazione generata dal dispiegarsi della divinità e quindi parte integrante del cosmo. E’ da questo ramo del Neopaganesimo che nasce lo sciamanismo metropolitano.

Il termine sciamano deriva dal tunguso shaman. Lo sciamanismo nella sua accezione più stretta è un fenomeno religioso siberiano e centro-asiatico . Lo sciamano convive con altre figure quali il mago e il medicine man ma si differenzia da essi nelle tecniche dell’estasi che esso padroneggia.

Egli “è lo specialista di una trance durante la quale si ritiene che la sua anima può lasciare il corpo per intraprendere ascensioni celesti o discese infernali”[1]. Lo sciamano è psicopompo, ovvero  riesce a comunicare con i morti, i demoni e gli spiriti. Ha abilità che riguardano il volo magico e il dominio del fuoco. Può ascendere al cielo e discendere negli inferi poichè conosce la rottura di livello delle tre regioni cosmiche che formano la struttura dell’universo.

Opera cardine degli studi sullo sciamanismo è Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi di Mircea Eliade. Lo storico delle religioni di origine rumena, nato a Bucarest nel 1907 e morto a Chicago nel 1986, fu uno dei maggiori specialisti dello sciamanesimo oltre ad aver scritto numerose opere generali di storia delle religioni.

Egli tratta il fenomeno dello sciamanismo nella sua totalità inserendolo nella  storia delle religioni e descrivendo i presupposti mistico-religiosi che ne stanno alla base. Tramite un’analisi approfondita ci parla delle manifestazioni sciamaniche presso i diversi popoli, evidenziandone i tratti comuni tramite un confronto delle diverse pratiche. Pone particolare attenzione sui riti di iniziazione, sulle metodologie e le tecniche sciamaniche, sul simbolismo e sulla cosmologia.

Lo sciamanismo metropolitano riprende solo alcuni degli aspetti e delle pratiche della figura sciamanica descritta da Eliade, inserendoli in una cornice post-moderna. Non può quindi essere considerato un movimento prettamente Neo Sciamanico. Al suo interno troviamo molteplici influenze che lo hanno trasformato in qualcosa di nuovo rispetto alla tradizione.

Cosa succederebbe se uno sciamano operasse in una città come Seattle o New York?

In realtà vi sono già vari fenomeni di sciamanismo in contesti urbani. Uno di questi è quello dei così detti Curandero in Brasile, sciamani guaritori, che a causa dell’espansione delle città fino al limite delle aree rurali e della foresta si ritrovano sempre più spesso a operare nelle favelas delle metropoli. Questi eventi sempre più frequenti sono alimentati da motivi economici e culturali e danno vita a forme di sincretismo religioso straordinarie.

Vi sono però casi in cui la città non è più solo un nuovo contesto in cui applicare credenze e pratiche considerate “tradizionali”. E’ il caso dello sciamanismo metropolitano. A differenza dei curandero, questi sciamani non resisterebbero un solo giorno in mezzo alla foresta. Non sono guaritori nè portatori di tradizione.

Per essi ogni città è viva in tutti i suoi aspetti e piena di potere, una sorta di foresta primordiale in cui lo sciamano opera come in qualsiasi altro contesto: “[…]sia la giungla di cemento che quella naturale sono piene di bellezza[.. ]Come la terra, sono piene di potere” [2]. E’ questo che scrive Christopher Penczak, sciamano metropolitano e co-fondatore del Temple of Witchcraft.

La città diviene il soggetto e il fulcro della pratica religiosa. Tutto ciò che si trova al suo interno, in particolare gli elementi architettonici, è connotato da un elemento demoniaco o spirituale. Fili elettrici, sottopassaggi e grattacieli possono essere divini quanto montagne e foreste.

Una delle maggiori influenze letterarie dello sciamanismo metropolitano è il fumetto The invisibles di Grant Morrison, edito dalla DC Comics tra il 1994 e il 2000. La storia segue le vicende di un’organizzazione segreta che combatte l’oppressione fisica e psichica utilizzando viaggi nel tempo, magia e meditazione.

Morrison si ammalò durante la creazione del fumetto e dichiarò che “un’influenza magica” lo aveva condizionato rendendolo una persona diversa rispetto a quella che aveva iniziato a scrivere il fumetto.

L’idea, invece, della città come entità viva e piena di potere era già presente in un romanzo del 1980 di John ShirleyLa musica della città vivente. Nel romanzo alcune città, tra cui San Francisco, si risvegliano e si manifestano tramite avatar con forma umana a un gruppo di prescelti.

Il Neopaganesimo raggruppa una vasto numero di movimenti spirituali e tradizioni che si ispirano, più o meno direttamente a religioni pagane dell’età antica in Europa e Medio Oriente. Il Neopaganesimo è un fenomeno del XX secolo che trova grande diffusione solo nell’ultima metà degli anni ’50. Non tutti gli studiosi sono d’accordo nel considerarlo un Nuovo Movimento Religioso.

Il Tecnopaganesimo è solo una delle molteplici declinazione del Neopaganesimo. Lo sciamanismo metropolitano, una delle varie pratiche e tradizioni contenute al suo interno, ha contorni sfumati e condivide molte dei suoi temi principali con altre correnti, come quella dei Media pagani.

Le due tradizioni condividono l’uso di tecnologia nei rituali magici, simbolismi legati alla cultura pop e in generale il connotare spiritualmente la tecnologia e la società tecnologica. Entrambe le tradizioni hanno un’evidente influenza derivata dal Chaos Magick, una pratica magica che pone l’accento sull’uso pragmatico dei sistemi di credenze.

Come qualsiasi sciamano anche quello metropolitano è in contatto diretto con gli spiriti che abitano le città. Lo sciamano è in fatti in grado di viaggiare tra le tre regioni cosmiche -Cielo,Terra e Inferi- collegate fra loro da un’asse centrale. Utilizzando “il foro” o “apertura”  da cui passa l’asse, “l’anima delle sciamano può innalzarsi in volo o discendere nei suoi viaggi celesti o infernali e passare da una regione all’altra.” [3]

Uno sciamano metropolitano crede quindi che oggetti e manufatti tecnologici abbiano uno pseudo-spirito o uno spirito-totem con il quale è possibile entrare in contatto. Egli deve comprendere la complessità magica e psichica della vita urbana. Deve agire da intermediario tra il “mondo naturale” e quello “sovrannaturale”, entrando in quella che Eliade chiama “situazione paradisiaca”, una situazione in cui lo sciamano è immerso nel mondo esterno e non percepisce le angosce del mondo terreno.

In una città in cui niente sembra essere naturale bisogna invece partire dal presupposto, come ci dice Penczak, che “tutto è naturale”: tutto ciò che viene prodotto dall’uomo è naturale quanto un albero o un fiore. Un edificio può quindi permettere allo sciamano urbano di intraprendere un viaggio estatico quanto una montagna sacra: “Il grattacielo è un veicolo perfetto per connettere i reami. Un alto edificio a molti piani, la cui struttura esiste nel mondo di mezzo.”[4]

Inoltre nei rituali degli sciamani metropolitani viene spesso fatto uso di strumenti tecnologici e si preferisce la musica dei rave party a quella del tamburo, il cui ritmo nei riti “tradizionali” aiuta a mettersi in contatto con il mondo spirituale. Ogni città è viva e sta solo a noi mettersi in contatto con i suoi spiriti ancestrali.

“Ogni città è un sito sacro, che lo trattiamo come tale oppure no.”
C.Penczak, City Magick

-M.Minguzzi

 

NOTE

[1]M.Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi, Edizioni Mediterranee, 2005, p.23

[2]C.Penczak,City Magick.Urban Rituals, Spells and Shamanism, Weiser, 2001, p.xiv

[3]M.Eliade, op.cit., p.283

[4]C.Penczak, op.cit., p.76

FONTI

-F.Dimitri, Neopaganesimo-Perchè gli dei sono tornati, Castelvecchi, 2005

-M.Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell’estasi, Edizioni Mediterranee, 2005

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Martina Minguzzi

Frequento il terzo anno di Antropologia, religioni e civiltà orientali a Bologna. Vivo di serie tv, libri e scrittura.

Un pensiero riguardo “Sciamanismo metropolitano: tra Neopaganesimo e Cultura Pop

  • 28/04/2018 in 14:52
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    Chissà se Mingopoli ha uno spirito-avatar tutto suo…
    Prendi pure un bel po’ dei miei complimenti!

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