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Considerazioni circa l’arresto di Riace

Qualche considerazione sull’arresto del sindaco di Riace Domenico Lucano.

Martedì 2 ottobre 2018, conclusa l’operazione ‘Xenia’, il Gip di Locri – su richiesta della Procura della Repubblica – mette Lucano agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Inoltre, con la suddett ordinanza di custodia cautelare viene disposto anche il divieto di dimora nei confronti della compagna del primo cittadino, Tesfahun Lemlem, accusata degli stessi reati.

Secondo il procuratore di Locri Luigi D’Alessio, il sindaco di Riace ha dimostrato una “spigliatezza disarmante, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, nell’ammettere pacificamente più volte, ed in termini che non potevano in alcun modo essere equivocati, di essersi reso materialmente protagonista ed in prima persona adoperato, ai fini dell’organizzazione di matrimoni ‘di comodo'”.

In un dialogo intercettato dalla Guardia di Finanza sul matrimonio di una cittadina straniera cui era già stato negato per tre volte il permesso di soggiorno, si può ascoltare Lucano affermare: “Lei ha solo la possibilità di tornare in Nigeria. Secondo me l’unica strada percorribile, che lei si sposa! Io sono responsabile dell’ufficio anagrafe, il matrimonio te lo faccio immediatamente con un italiano. Mi fa un atto notorio dove dice che è libera e siccome è richiedente asilo non vado ad esaminare i suoi documenti perché uno che è in fuga dalle guerre non ha documenti. Se succede questo in un giorno li sposiamo”.

Molti giornali cartacei e online, nel dare la notizia, si fermano qui. Per loro, il sindaco di Riace è un criminale che ha favorito l’immigrazione clandestina. Ci sarà tutto un iter legislativo da affrontare, ma per quella stampa Lucano è colpevole, un criminale con intenti criminosi.
Peccato che non sia tutto qui.

Le indagini, per esempio, non riguardano solo lui. L’inchiesta è durata 18 mesi e ha coinvolto 31 persone per presunte irregolarità nella gestione del sistema di accoglienza a Riace. Nell’ottobre 2017, inoltre, a Lucano era stato recapitato un avviso di garanzia per truffa aggravata, concussione e abuso d’ufficio. Da allora, le accuse più gravi a suo carico (tra cui associazione a delinquere, truffa, concussione e malversazione) sono decadute. Tranne le due di ‘Xenia’. Analizziamole.

1) FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

Vent’anni fa, Riace era un paese abbandonato, degradato e soggetto a continue emigrazioni verso il Nord Italia. Ma con l’allora non sindaco Lucano, la nostra nazione – e il mondo, grazie alla Bbc – conosce il cosiddetto ‘Modello Riace’: accogliere i migranti con lo scopo di ripopolare il paese.
Luglio 1998: un veliero turco con a bordo 66 uomini, 46 donne e 72 bambini provenienti da Iraq, Turchia e Siria approda a 500 metri dallecoste di Riace Marina. Vengono tutti ospitati in una struttura della curia a Riace Superiore. L’anno dopo, Lucano fonda ‘Città Futura’, associazione dedita all’accoglienza.
Nel 2001, insieme a Trieste, è il primo Comune a partecipare ai progetti di accoglienza diffusa, quello che oggi conosciamo come Sprar. Si prevede che ai richiedenti asilo siano concesse in comodato d’uso le case abbandonate e recuperate del vecchio abitato. Si concede anche che i soldi per i progetti di accoglienza erogati dal Comune al governo vengano usati per ‘borse lavoro’ e attività commerciali gestite dagli stessi migranti.
Nel 2004, Lucano diventa sindaco per la prima volta. Lo è tutt’ora, al suo terzo mandato.
Nel 2016, la rivista Fortune lo inserisce tra le 50 persone più influenti del mondo.
Tra il 2017 e 2018, dopo il taglio de finanziamenti ai progetti di accoglienza da parte del Ministero dell’Interno, Riace viene esclusa dal saldo contabile: perde 650.000 euro nel 2017, mentre quest’anno non viene compresa tra gli enti beneficiari del finanziamento del primo semestre, nonostante tutto si sia svolto a norma. Riace, dunque, accumula ingenti debiti col personale, coi fornitori, con i migranti che da anni lavorano. Lucano, ad agosto, organizza uno sciopero della fame per farsi sentire.

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Ma allora di che favoreggiamento si parla?

Secondo l’inchiesta pubblicata il 2 ottobre, Lucano avrebbe organizzato un matrimonio ‘di comodo’ tra un’immigrata nigeriana cui è stato negato l’asilo tre volte e un cittadino italiano. Come ho riportato sopra. Peccato che nella conversazione registrata non emerge se l’unione sia stata celebrata, né se siano accaduti casi simili. Perché nell’inchiesta, per l’appunto, si parla di altri matrimoni ‘di comodo’: quello del fratello della compagna di Lucano (che non è avvenuto) e di una ragazza del Ghana con un abitante di Riace.
Per questa accusa, il Gip ha più volte criticato l’impianto accusatorio costruito dalla Procura: “Laconico”, “Congetturale”, “Sfornito dei requisiti di chiarezza, univocità e concordanza”. Ma il Gip, un’ordinanza di custodia cauterale, la deve comunque emettere. Ed ecco i domiciliari.

2) ILLECITI NELL’AFFIDAMENTO DIRETTO DEL SERVIZIO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI

Si tratta della violazione dell’articolo 353 is del codice penale (‘Turbata libertà degli incanti’) per non aver messo a bando gli appalti della raccolta dei rifiuti porta a porta. L’accusa parla di un affidamento diretto per raccolta e trasporto alle cooperative Eco-Riace e Arcobaleno dall’ottobre 2012 all’aprile 2016, senza gara e senza che le cooperative fossero iscritte nell’albo regionale. Ma come dev’essere ripetuto, in questo caso non è solo Lucano ad essere coinvolto: ce ne sono 31 in totale.
E anche su questo punto, il Gip che ha emesso l’ordinanza riafferma le stesse critiche mosse al primo reato contestato.

Come per il caso del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, sarebbe piaciuto che non si parlasse di un uomo accusato come già condannato. Ma la stampa che si schiera apertamente con Salvini, raccogliendo firme e tagliandi per dimostrare solidarietà al leader nazionale del Carroccio, non dedica più di qualche taglio accusatorio nei confronti del sindaco di Riace.
Tutto questo è incoerente, ipocrita e vergognoso. Sostenere qualcuno non significa per forza avere due pesi e due misure. Ma in Italia, da tempo, l’interesse politico è mutato in tifo da stadio: facile ammalarsene, difficile guarire.

(Fonti: Internazionale, Agi, Repubblica, Codice Penale, O.C.C. ‘Xenia’, Ansa).

Lorenzo Rotella

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