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La privazione dell’agency nell’istituzione totale

Il concetto di agency

Un’espressione del proprio comportamento (personalmente scelto) – antagonismo, affetto, indifferenza – è simbolo del proprio modo personale di autodeterminarsi.1Goffman, 1961: 27

Erving Goffman ci illumina su quanto, all’interno di un confine solido e definito quale ad esempio le mura di un’istituzione totale, l’individuo abbia ancora diritto alla propria agency, di cui questo articolo ne spiega bene il concetto.

Un antropologo alle prime armi è quasi ossessionato dal concetto di agency. Definire il controllo che assumiamo sulla nostra vita e la capacità di azione ci sembra quotidianamente scontato.

Quando il diritto d’agency viene minato? Può avvenire in un regime totalitario o totalizzante, in un’istituzione totale in cui la reclusione volontaria o frutto di coercizione ci priva di tale diritto. Insomma, in un regime chiuso. Ti consiglio di guardare anche la Video Pillola targata Homologos sul concetto di agency.

 

Carcere, RG 2015
Carcere, RG 2015

L’istituzione totale

Cos’è? Perché esiste?

Un’istituzione totale può essere definita come il luogo di residenza e di lavoro di gruppi di persone che – tagliate fuori dalla società per un considerevole periodo di tempo – si trovano a dividere una situazione comune, trascorrendo parte della loro vita in un regime chiuso e formalmente amministrato. 2Goffman, 1961: 9

Un carcere, un monastero di clausura, un’accademia militare sono tutte isituzioni totali in quanto il comportamento degli internati è definito da regole ed interdizioni strutturali.

Per la sussitenza degli internati vi è però un’inevitabile bisogno di una forza esterna, di uno staff che provveda ai bisogni primari degli internati.

Le politiche interpersonali che si innescano tra staff e internati vanno a definire e produrre quotidianamente nuove regole ed interdizioni cui entrambe le parti coinvolte devono sottoporsi.

Immagina di svegliarti al mattino. Normalmente ti alzeresti dal letto, a meno che tu non sia imbrigliato nel dilemma metamorfico di Kafka. Ti alzi ad un orario predefinito in quanto non è il tuo orologio biologico a scandire la tua sveglia ma la coercizione dell’istituzione in cui vivi. Ripartiamo. Ti alzi, bevi, vuoi fare colazione. La tua colazione ed i cibi in essa inclusi non li decidi tu, oggi. Ti alzi, bevi, fai colazione, organizzi la tua giornata. La tua giornata è già stata organizzata, scandita da tempi serrati in cui devi assolvere gli impegni, talvolta privi di utilità, che ti vengono imposti dallo staff i cui componenti vengono assimilati ad avatar di un unico individuo cui incanali il tuo asservimento. Puoi scegliere quando lavarti, rassettare la stanza, leggere, sederti? No.3Riflessione dell’autrice

Questa è un’istituzione totale.

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Il lento rinfrangersi della volontà sugli scogli dell’azione ci conduce a comprendere cosa sia l’agency ed ancor di più la privazione di essa.

 

agency
Scorcio, Daniela Giacalone 2014

Agency: il processo di spoliazione

La privazione dell’agency all’interno delle istituzioni totali ha inizio con il processo di spoliazione.

All’arrivo in un’istituzione totale vi è infatti una procedura di ammissione del neo-internato che implica la perdita di ciò che nel mondo esterno si possedeva ed un acquisto di un nuovo “sé identitario” all’interno dell’istituzione.

 La perdita implica naturalmente una spoliazione di ciò che si possiede – importante nella
misura in cui le persone investono un sentimento del sé in ciò che posseggono. 4Goffman, 1961:16

Il valore simbolico che diamo a ciò che possediamo, dal nostro nome al talismano donato dalla nonna in età infantile, influisce sull’entrata in un’istituzione totale. Chi sono senza ciò che è mio? L’agency solitamente non si lascia determinare da conflitti di proprietà, ma inevitabilmente la nostra mentre sarà plasmata dalla perdita non del sé, ma da ciò che nel mondo esterno lo definiva o almeno cui ci appellavamo affinché lo definisse.

 

agency
La cella, Antonio Romei 2018

 

Una volta che l’internato sia spogliato di ciò che possiede, l’istituzione deve
provvederne un rimpiazzamento, che tuttavia consiste in oggetti standardizzati,
uniformi nel carattere ed uniformemente distribuiti5Goffman, 1961:16

All’interno di un’istituzione totale saremo poi chiamati ad assumere una nuova identità imposta, sottoposta a coercizione e che renderà la nostra emotività pilotata da regole internamente imposte.

È la forza coercitiva del gruppo stesso che impone l’adesione, più

o meno consapevole, a comportamenti e orientamenti.6Sbardella, 2015:83

La riflessione in merito alla privazione dell’agency in contesti quali le istituzioni totali, può aiutarci a rivalutare i nostri canali di reclusione interna, i nostri agi, ciò che ci imponiamo come priorità quando invece esso è soltato qualcosa di culturalmente imposto.

 

Bibliografia:

  • Renato Curcio, 1997, Reclusione volontaria, Tivoli, Sensibili alle foglie
  • Erving Goffman. 2001, ASYLUMS. Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza. Edizioni di Comunità, Torino
  • Francesca Sbardella, 2015, Abitare il silenzio. Un’antropologa in clausura, Roma, Viella
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