Narrare il Passato: Preistoria, Divulgazione e Bias

Molti dei preconcetti che abbiamo sulla storia evolutiva umana ci sono stati trasmessi da racconti, documentari, lezioni scolastiche, libri divulgativi. Generalmente questi sono avvolti da un alone positivista, che narra l’instancabile cammino della nostra specie verso il progresso tecnologico e culturale:
inizialmente sapevamo soltanto creare rudimentali attrezzi in pietra, poi venne scoperto il fuoco, inventata la ruota, per arrivare in fine ai mirabolanti tempi moderni.

Lo stesso avviene nello spiegare le “tappe” dell’evoluzione biologica, o dello sviluppo del pensiero simbolico.
È una struttura pedagogica semplice ed efficace, ma porta ad una distorsione dei fatti che, ad oggi, non si dovrebbe più tollerare.

 

 

Classico schema dell’evoluzione lineare

 

 

Da qualche anno, attraverso l’aggiornamento dei libri di testo e la collaborazione con esperti del settore, si sta vivendo un netto miglioramento nella divulgazione della Preistoria, introducendo concetti fondamentali come “cladistica” e “tempo profondo”, di cui ho parlato in alcuni articoli precedenti.

Questo processo di svecchiamento è provvidenziale e deve essere incoraggiato, anche se il ponte che unisce l’accademia al resto del mondo può essere potenziato ulteriormente.

Ci sono ancora troppi preconcetti errati sulla Preistoria, che vengono trasmessi in televisione, scritti su libri divulgativi e raccontati a convegni e lezioni aperte.
Infatti, tra i tanti ricercatori e appassionati che divulgano le più recenti scoperte, in molti lasciano che le loro ideologie e pregiudizi, spesso inconsci, distorcano i fatti. Questo tipo di processo nel mondo scientifico viene chiamato bias.

Avevamo già parlato di questo riguardo alla retrodatazione dell’arte rupestre spagnola delle grotte de La Pasiega, Maltravieso e Doña Trinidad, che ha permesso di attribuire le pitture alla mano di Homo neanderthalensis.

 

 

Pittura geometrica della grotta di La Pasiega, l’autore più probabile sembrerebbe essere il Neanderthal

 

 

Il fatto che, nonostante esistano molte prove del pensiero astratto e artistico dei nostri cugini Neanderthal, in molti ancora ne sostengano l’inferiorità connaturata rispetto a noi Sapiens, ci dimostra quanto il processo di determinazione della propria Identità attraverso l’Alterità sia in grado di contaminare sia la ricerca che la conseguente divulgazione.

Parte quindi la gara del “trova le differenze!” col Neanderthal: noi sapevamo fare il fuoco e loro no, noi pitturavamo le caverne e loro no, noi conoscevamo la musica e loro no, noi avevamo armi proiettili e loro no, noi avevamo un linguaggio articolato e loro no.
Tutte affermazioni prive di testimonianza archeologica a supporto, nel migliore dei casi, ed addirittura in contrasto con essa, nel peggiore.

Quello che mi preme comunicare è l’infinita complessità del passato e l’incolmabile distanza che ce ne separa: parlando delle varie specie del genus Homo vissute nel Paleolitico dobbiamo capire che con tutta probabilità, anche all’interno delle stesse specie, vivevano èthnos differenti, prendevano vita veri e propri processi storici, culturali, linguistici.
Insomma, non ha senso associare la Preistoria alla semplicità, non ha senso continuare ad immaginare la Storia come un passaggio graduale dal semplice al complesso.

Molte delle domande che questo tipo di imprinting intellettuale ci stimola a porre sono quindi inique, e ci inducono a cercare i particolari sbagliati nei luoghi sbagliati.

 

 

Classica linea del tempo della Preistoria

 

 

Per approcciarsi in modo costruttivo all’evoluzione umana, per prima cosa dobbiamo cercare di capire quali sono i nostri preconcetti, e non lasciare che alterino la nostra oggettività, per quanto possibile. Dobbiamo, con esercizio mentale, cercare di carpire la distanza che ci separa dai periodi che indaghiamo, e la varietà di ambienti e processi che vi prendevano parte.

Senza dimenticare, in fine, che stiamo parlando di noi, del nostro percorso, della nostra Storia; sepolta in strati geologici, ma ancora vibrante nel suo influsso sul presente.

 

 

 

Bibliografia:

Gee H., 2006, Tempo profondo. Antenati, fossili, pietre. Torino, Einaudi

Manzi G., 2017, Ultime notizie sull’evoluzione umana, articoli vari. Bologna, Il mulino

Late Neandertals and the intentional removal of feathers as evidenced from bird bone taphonomy at Fumane Cave 44 ky B.P.;

U-Th dating of carbonate crusts reveals Neandertal origin of Iberian cave art;

For a cultural anthropology of the last Neanderthals;

 

 

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Tobia Fognani

Laureato in Antropologia Culturale, Religioni e Civiltà Orientali all'Università di Bologna, sta attualmente perseguendo una magistrale in Quaternario, Preistoria ed Archeologia all'Università di Ferrara, con l'intento di unire gli interessi per le Scienze Naturali e Umane.

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