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Lo spiritismo di Kardec: tra incorporazioni e “case espirite”

Un articolo di Matteo Giordani

 

Nel 1854, Hippolyte Léon Denizard Rivail inizia a interessarsi alle cosiddette “tavole giranti” che si vedevano nella Francia dell’epoca, assieme ad altri fenomeni medianici di contatto con gli spiriti dei morti e i relativi messaggi provenienti dall’aldilà.

 

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Allan Kardec

 

Nel 1857, sotto lo pseudonimo di Allan Kardec, che gli spiriti gli avrebbero rivelato essere il suo nome in una precedente incarnazione, pubblica la prima edizione de “Il Libro degli Spiriti”, in cui codifica, appoggiandosi sulle rivelazioni operate da numerosi medium, la dottrina spiritista.
Lo Spiritismo Kardeciano è infatti una dottrina, o una religione, da distinguere dallo Spiritismo non-Kardeciano, detto anche Spiritualismo.

Quest’ultimo nasce un decennio prima, con le sorelle Kate, Leah e Margaret (detta Maggie) Fox, che nel 1848 sarebbero riuscite a contattare lo spirito che infestava la loro casa tramite un linguaggio costituito da una serie di colpi (le sorelle Fox avrebbero infatti chiesto allo spirito di battere tanti colpi quanti erano gli anni della loro età, di utilizzare un numero di battiti per dire no e un altro numero di battiti per dire sì e così via).
È però solo con Kardec che lo spiritismo passa dall’essere una pratica al diventare una religione.

 

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Le tre sorelle Fox

 

Infatti, nella cosiddetta “Codificazione Spiritica” o “Spiritista”, costituita da 5 dei suoi libri (“Il Libro degli Spiriti”, “Il Libro dei Medium”, “Il Vangelo secondo gli Spiriti”, “Il Cielo e l’Inferno” e “La Genesi”), si delinea una vera e propria filosofia religiosa.

In primis, lo spiritismo kardeciano crede nell’esistenza, oltre che di uno Spirito, anche di un Perispirito, cioè un “corpo fluido” usato dallo spirito per manifestarsi durante le sedute, derivante dal “Fluido Cosmico Universale”, che gli permetterebbe di assumere l’aspetto che egli aveva avuto in vita e che consentirebbe agli spiriti di vedersi l’un l’altro.

In più, lo spiritismo crede nella reincarnazione. Non ritiene che esistano angeli e demoni come classi di entità distinte, ma che vi siano solo spiriti buoni e cattivi. Anche questi ultimi, però, nel corso delle reincarnazioni, arriverebbero un giorno a raggiungere la perfezione.

La reincarnazione in cui credono gli spiritisti non è regressiva (come nel caso del karma orientale, in cui è possibile essere puniti e “tornare indietro” nel ciclo delle reincarnazioni) ma progressiva: le incarnazioni vengono viste quasi come delle scuole, e gli eventi della vita come delle lezioni; è possibile dunque ripetere la lezione, dover rifare l’anno, ma non tornare indietro di un anno.

 

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Esistono, nello spiritismo, 3 tipi di spiriti: spiriti buoni (che sono sulla buona strada ma ancora non hanno terminato il loro ciclo di incarnazioni), spiriti imperfetti (i cattivi spiriti) e spiriti puri (che hanno raggiunto la perfezione).

Vi è la credenza che ognuno abbia uno spirito guida o spirito protettore, detto anche angelo guardiano o angelo custode, che ci aiuterebbe ad avanzare nel perfezionamento e che, tramite questa sua missione di guida, riuscirebbe anch’egli ad evolvere sul cammino spirituale.

Lo Spiritismo non è una religione laica, è una religione cristiana, infatti nel “Vangelo secondo gli Spiriti” si afferma che le traduzioni degli attuali vangeli cristiani siano imperfette, e dunque si cerca di riottenere i “veri insegnamenti” di Cristo tramite i messaggi ricavati dal lavoro di numerosi medium che all’epoca avrebbero canalizzato degli spiriti elevati.

Kardec afferma che la rivelazione di Dio sia continua, e che vada da Mosè a Socrate a Gesù allo Spiritismo, per arrivare poi nel futuro a ulteriori messaggi captati dai medium delle epoche a venire.

 

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Sebbene lo Spiritismo nasca in Francia, troverà la sua fortuna in Brasile, dove il 2% della popolazione è ancora oggi di religione spiritista, grazie soprattutto all’opera di Francisco de Paula Cândido, conosciuto con il nome di Chico Xavier, un medium brasiliano che nel giro di 60 anni ha scritto quasi 500 libri e diverse migliaia di lettere impiegando la “psicografia”, ovvero la scrittura automatica ispirata dagli spiriti; e Waldo Vieira, anche lui medium e anche lui vissuto in Brasile, che nel 1955 incontra Chico Xavier e con lui scrive numerosi libri sullo Spiritismo, fonda il loro Centro Spiritista, pratica la filantropia e svolge lavoro medianico volontario, incluse numerose psicografie.

 

 

È infatti in Brasile che nasce il concetto di “Casa Espirita”, ovvero di un centro dove si svolgono riunioni per informare sulla dottrina spiritica ed eventualmente chiedere consulenza a un medium.

Entrando in una Casa Espirita è possibile trovarsi a sedere in cerchio, con luci soffuse, magari anche con della musica celestiale di sottofondo. È normale recitare una preghiera (solitamente il Padre Nostro, perché ricordiamoci che lo Spiritismo Kardeciano è cristiano) e procedere alla lettura del Vangelo secondo gli Spiriti, con successivi commenti a turno da parte degli attendenti alla riunione. In seguito è possibile condividere messaggi, pensieri, momenti di vita legati alla spiritualità o alla dottrina spiritica, e trovare un feedback negli altri partecipanti.

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A questo punto è possibile ricevere i cosiddetti “passi” spiritici.
Questi passi consistono in visualizzazioni di energia o fluidi magnetici uscire dalle mani dei medium e passaggi di tali mani, a qualche centrimetro di distanza, su tutto il corpo della persona.

È possibile notare come il Mesmerismo, con la sua idea sui fluidi e sul magnetismo animale, abbia influenzato molto lo Spiritismo: il fluido universale da cui deriva il perispirito, i passi e l'”acqua magnetizzata” che spesso vediamo nelle Case Espirite, sono evidenti derivazioni dal Mesmerismo.

Lo Spiritismo poi si è sincretizzato nell’ultimo periodo con le dottrine orientali, per cui non è difficile riscontrare accenni ai chakra e all’aura in ambiente spiritista (gli stessi “passi” ricordano molto la pulizia dell’aura e la pranoterapia, forse perché il concetto di prana e di fluido o magnetismo animale sono molto simili).

È possibile poi richiedere un consulto a un medium, sebbene sia incoraggiata la pratica personale della psicografia per mettersi in contatto e ricevere messaggi dal proprio spirito guida per via diretta, agendo così senza intermediari.

Qualora si richieda un consulto a un medium, egli difficilmente farà uso di metodi che siamo abituati ad associare ai sensitivi, come: tarocchi, pendolo, rune, sfera di cristallo, specchi neri, tavola ouija, planchette o tavole giranti.

 

 

Queste ultime, soprattutto, sono state molto impiegate nel XIX secolo, ma ad oggi sono assai più rare.
La tiptologia (così chiamiamo il fenomeno delle tavole giranti) funziona per via di movimenti ideomotori: ognuno mette le mani sul tavolo, tutti i partecipanti si toccano per i mignoli e le mani di ciascuno si sfiorano per i pollici. Visto che le mani di tutti toccano così il tavolo, dei piccoli movimenti involontari (i movimenti ideomotori) porteranno il tavolo stesso a muoversi e dunque a produrre dei battiti che verranno poi interpretati come comunicazioni degli spiriti.

Sebbene i movimenti ideomotori, che sono alla base anche del pendolo, della ouija, della dattilomanzia (un metodo che unisce le lettere della ouija all’uso del pendolo) e della planchette, vengano riconosciuti dagli spiritisti, questi ultimi affermano che gli spiriti possano usare tali movimenti involontari guidandoli. Dunque attualmente gli stessi spiritisti non credono che siano gli spiriti a muovere direttamente gli oggetti (pendoli, planchette, e così via) o a produrre direttamente i colpi, ma che l’essere umano si possa armonizzare con gli spiriti tramite le pratiche ed essi possano guidare il suo cervello a produrre quegli stessi movimenti involontari.
Piuttosto che attori diretti, gli spiriti diventano così autori indiretti del movimento, della manifestazione medianica.

Tornando però alla consulenza dei medium in una Casa Espirita, che metodi impiegano normalmente, allora?
Solitamente due: psicografia e incorporazione.

 

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Prima di entrambe ci si concentra su ciò che si andrà a fare e si effettua quella che Kardec chiama “evocazione”, ovvero la preghiera prima a Dio e poi al proprio spirito guida o angelo custode di potersi mettere in contatto con lo spirito del defunto che si vuole chiamare, o con uno spirito elevato, e di essere protetti durante tutta la durata della seduta.
A questo punto ci si rilassa e, mentre si è concentrati sull’orazione o sull’intento (ad esempio ripetendolo mentalmente come se fosse un mantra per calmarsi), si tiene in mano, per la psicografia, la penna o la matita, appena appoggiata sul foglio.

Oltre alla concentrazione sulla preghiera o sull’intento, vi sono innumerevoli altre varianti per indurre lo stato di trance. Ogni medium ha il suo metodo personale, che solitamente consiste in uno o in una combinazione di metodi, come: respiri profondi o concentrazione sul respiro, rilassamento progressivo dei muscoli del corpo o body scan, concentrazione sul battito cardiaco, sulle proprie sensazioni ed emozioni, sui propri pensieri ed immagini mentali; contare mentalmente dei numeri – ad esempio da 0 a 10 – in maniera normale o alla rovescia (cioè da 10 a 0); canti ritmici, musiche, ripetizioni di nomi o affermazioni, rilassamento generale, fissità oculare, suggestioni di pesantezza delle palpebre, del corpo, delle braccia e/o della testa, ondeggiamenti e caduta rilassata in avanti o all’indietro della testa e delle braccia; attenzione ai 5 sensi, meditazioni, visualizzazioni e – sempre attuale – semplice passività rilassata.

 

 

Il praticante a casa, o il medium nella seduta, a questo punto si concentra sulle sue sensazioni mentre ripete tra sé e sé l’orazione (prendendo questo metodo di induzione della trance come esempio), e, appena percepisce un impulso, una volontà a scrivere, l’asseconda e inizia a scrivere, lasciando il braccio a proseguire in maniera automatica, mentre con la mente rimane concentrato sulla preghiera.

Questo tipo di psicoscrittura è detta “meccanica”; tuttavia esiste anche quella “semi-meccanica”.

In questo caso, mentre si è concentrati sulla preghiera o sull’intento e si lascia fluire il braccio, se arriva un’immagine mentale o un pensiero, si aggiunge anch’esso allo scritto.
Vi sono poi psicografie “ispirate”, in cui il medium riceve messaggi solo tramite la mente.
In questo caso, dopo un breve rilassamento e la concentrazione sull’orazione o l’intento, il medium scrive semplicemente tutti i pensieri e le immagini mentali, le sensazioni e le emozioni che gli arrivano alla mente.
Il braccio in questo caso non si muove per movimenti ideomotori ma è volontariamente mosso dal medium, che vi scrive ciò che riceve telepaticamente.

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Per quanto riguarda invece l’incorporazione, dopo la consueta preghiera a Dio e al proprio spirito guida, il medium si rilassa, ad esempio può fare respiri profondi, concentrarsi sul respiro, rilassare progressivamente tutti i vari muscoli del corpo o portare consapevolezza su ogni parte di esso.
Quindi può concentrarsi sulle sensazioni ed emozioni che percepisce, i pensieri che gli arrivano e le immagini mentali che vede, e riportarle.
Può anche aiutarsi con la visualizzazione, ad esempio immaginando che l’Entità chiamata sia davanti a sé, percepirla con tutti i propri sensi (udito, tatto, cinestesia, temperatura, olfatto, vista) in immaginazione, e sentirla entrare completamente in sé o anche solo avvicinarsi a sé, stare accanto a sé, all’interno della propria aura.

 

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Per parlare e muoversi come l’Entità chiamata, il medium deve ascoltare il proprio corpo, portare attenzione alle proprie sensazioni e assecondare le spinte a muoversi, gesticolare e a parlare che gli vengono.
Se ad esempio percepisce il desiderio di muovere un braccio, deve assecondarlo e muovere quel dato braccio.
Se percepisce la spinta a dire qualcosa, anche priva di senso, deve assecondare questa spinta e dirla.
Similmente, se percepisce delle emozioni, sensazioni, immagini mentali e pensieri, li riporta a voce.

Sebbene all’inizio ciò che dirà o farà potrà non avere molto senso, l’atto di assecondare i propri impulsi, oppure di riportare a voce (nell’incorporazione) o in forma scritta (nella psicografia) i contenuti mentali che gli arrivano, permette al medium di sintonizzarsi con lo spirito, che quindi via via raffinerà i messaggi e i movimenti, rendendoli così più comprensibili.

Sia nella psicografia che nell’incorporazione il medium è consapevole che una buona parte dei contenuti della seduta provengano dalla sua mente inconscia.
Egli infatti, a fine sessione, potrà decidere di scartare o non considerare, ad esempio da ciò che ha scritto, ciò che è facilmente ricollegabile al suo vissuto, alle sue idee, alle sue preoccupazioni o al suo carattere.

 

 

Tuttavia questo procedimento non deve essere svolto durante la seduta, perché comporterebbe una chiusura della sintonizzazione, invece dell’apertura che occorre in quel momento. È solo in seguito alla seduta che il medium potrà svolgere una scrematura tra i messaggi dello spirito chiamato e quello che lo Spiritismo chiama “animismo”, che in questo contesto non è il panpsichismo, ma l’azione involontaria della mente del medium sul messaggio.

Tuttavia, gli spiritisti sono consapevoli che questo ‘animismo’ sarà sempre presente, in misura più o meno maggiore, visto che gli spiriti parlano tramite la nostra mente, e dunque escludere la mente quando essa è lo strumento stesso della rivelazione è impossibile.
Pertanto, laddove un’idea sia significativa e utile, sono portati ad accettarla più che a scartarla.
È preferibile quindi considerare di origine spirituale un’idea utile ma potenzialmente animica, mentale, piuttosto che rifiutarla.

L’importante, come sempre, è che funzioni, non perché funzioni.

Ecco quindi che finisce così il nostro tour sullo Spiritismo.
Tra tavole giranti, vite passate, medium che incorporano o scrivono sotto dettame degli spiriti, ectoplasmi, tavole ouija e vangeli dettati dall’aldilà, vi mando un “saluto spettale”.
Qui per ora è tutto, grazie per aver letto fino a questo punto.

 

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Bibliografia:

  • Antunes de Oliveira Moura M., (2013) Estudo aprofundado da Doutrina Espírita – Livro I. Federação Espírita Brasileira
  • Antunes de Oliveira Moura M., (2013) Estudo aprofundado da Doutrina Espírita – Livro I. Federação Espírita Brasileira
  • Antunes de Oliveira Moura M., (2013) Estudo aprofundado da Doutrina Espírita – Livro II. Federação Espírita Brasileira
  • Antunes de Oliveira Moura M., (2013). Estudo aprofundado da Doutrina Espírita – Livro III. Federação Espírita Brasileira
  • Antunes de Oliveira Moura M., (2014) Mediunidade: Estudo e Prática – Programa I. Federação Espírita Brasileira.
  • Antunes de Oliveira Moura M., (2015) Mediunidade: Estudo e Prática – Programa II. Federação Espírita Brasileira.
  • Kardec A., (1987). Le Rivelazioni degli Spiriti – Vol. 1. Genesi – Miracoli – Profezie. Edizioni Mediterranee
  • Kardec A., (2005). Il vangelo secondo gli spiriti. Vol. 1. Massime Morali. Edizioni Mediterranee
  • Kardec A., (2005). Il vangelo secondo gli spiriti. Vol. 2. Preghiere Spiritiste. Edizioni Mediterranee
  • Kardec A., (2007). Il libro degli spiriti. Edizioni Mediterranee
  • Kardec A., (2007). Il libro dei medium. Edizioni Mediterranee
  • Kardec A., (2007). Le Rivelazioni degli Spiriti. Vol. 2. Cielo e Inferno. Edizioni Mediterranee
  • Kardec A., (2008) Medium e fenomeni medianici. Guarigioni, visioni, manifestazioni fisiche. Edizioni Mediterranee
  • Pierini E.,  (2016) Becoming a Spirit Medium: Initiatory Learning and the Self in the Vale do Amanhecer, Ethnos, 81:2, 290-314
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Valentina Sbocchia

Laureata in Antropologia, Religioni, Civiltà Orientali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna, frequento un Master in Antropologia Medica e Salute Globale presso la Rovira i Virgili (Tarragona, Cataluña).