La religione del Candomblé in Brasile

IL CANDOMBLE’
Introduzione

Attorno alla metà del XIX secolo la richiesta della manodopera in Sud America, ed in particolar modo in Brasile, aumentò notevolmente e vi era una forte e pressante domanda lavorativa soprattutto nelle miniere di Minas Gerais, nelle coltivazioni di canna da zucchero o nei campi dello Stato del Rio Grande do Sul; è opportuno dire che la tratta di schiavi verso l’America del Sud ebbe inizio verso il 1540 ed ebbe un grande impatto nel Paese contribuendo alla sua formazione sociale e culturale. 

Civiltà africane in terra brasiliana

Le civiltà africane, principalmente Bantu e Yoruba, approdarono in Brasile portando con sé credenze e tradizioni per meglio adattarsi al Brasile, reinterpretando quindi le loro credenze. Gli schiavi non rinunciarono alla loro religione e, per poterla professare, la plasmarono con quella cattolica identificando gli stessi santi del cattolicesimo con le divinità Orixás del Candomblé. Questo sincretismo fu essenziale per la sopravvivenza delle colture bantu e Yoruba in Brasile; gli schiavi risiedevano nelle cosiddette fazendas che, solitamente, erano composte da tre edifici: una zona per gli schiavi, la chiesa e la casa grande ovvero la casa padronale. Il padrone non risiedeva assieme agli schiavi e, per evitare rivolte o sommosse interne alle nuove comunità, vennero costruite chiese solo per gli africani in Brasile: famosa a Salvador de Bahia è infatti la Chiesa di Nossa Senhora dos pretos al Pelourinho.

Il Candomblé: cos’è e caratteristiche

Il Candomblé è una religione africana che si è sviluppata dapprima in madre patria e, intorno al XIX secolo, in Brasile nelle aree di Recife, Rio de Janeiro, Vitoria e la più famosa, per questo contesto, Salvador de Bahia. Fu proprio nell’ambiente religioso che nacquero le prime confraternite che aiutarono alla conservazione delle culture bantu e yoruba; questa religione ha mantenuto le sue originarie caratteristiche ed è stata adattata al territorio e alla cultura brasiliana la quale l’ha ulteriormente arricchita con i suoi suoni e colori; il Candomblé unisce le divinità del pantheon indigeno con quelle del Cristianesimo stesso: vi è un perfetto equilibrio tra il monoteismo cristiano e il politeismo delle culture africane. Il Candomblé e la cerchia di suoi fedeli si è ampliato grazie all’eterogeneità dei luoghi di provenienza degli schiavi la quale ha creato un vero e proprio caleidoscopio culturale; le differenze nella religione afro- amerindia stanno principalmente sul suono del tamburo, c’è chi lo suona con le mani e chi, invece, con le bacchette ma tutto dipende soprattutto dal ritmo, dai canti religiosi e dai nomi delle divinità. Il mondo, nel Candomblé, è diviso in due reami: il primo è l’Orun che è il mondo degli Orixàs e rappresenta il cielo, il secondo è l’Aiê che è il mondo terreno e simboleggia, appunto, la terra.

Le personalità del Candomblé

Candomblé

Nel Candomblé sono presenti vari protagonisti che hanno un ruolo estremamente importante nella comunità:

  • Mae de Santo: personalità molto forte ed influente nella comunità;
  • Pai de Santo: è il sacerdote del Candomblé. Insieme alla Mãe de Santo è l’autorità del terreiro e della comunità, essi riconoscono la superiorità e la potenza degli Orixàs;
  • Axogun: è colui che collabora con il sacerdote e la sacerdotessa e il suo compito è quello di eseguire il sacrificio dall’inizio alla fine;
  • Babalossaim: è un sacerdote-raccoglitore che si occupa dell’aspetto più naturale e vegetale del Candomblé, egli canta all’ingresso della foresta per poter chiedere il permesso alle forze naturali di raccogliere delle foglie che verranno poi utilizzate nel rituale e provvede a lasciare qualche moneta a fianco dei rami tagliati come ringraziamento;

I luoghi del Candomblé

Dove si svolgono solitamente le funzioni e le pratiche religiose del Candomblé? Solitamente nei terreiros, luoghi ubicati nelle periferie delle città o dei villaggi nei quali bisogna arricchire l’ambiente di elementi che ricordano la madre patria africana. In queste zone la comunità Candomblé si organizza e si riunisce, c’è chi vi risiede per tutto l’arco dell’anno e chi, invece, si reca in loco solo in determinati mesi. Ogni terreiro è un microcosmo che racchiude in sé le principali caratteristiche di questa religione afro-amerinda: dal canto alla musica, dalla cucina alla danza. Fu lo stesso Bastide a definire con le seguenti parole questa area di riunione comune: „Il terreiro è una piccola Africa in miniatura.„ . È in questo luogo che l’ordine prevale sul disordine, sul caos terreno, gli spazi estranei al terreiro sono fonte di confusione e pericolo; il barraçao è la stanza dove hanno luogo tutte le cerimonie di carattere pubblico ed è, di per sé, un’area esterna a quella del culto del Candomblé.

  • Axé: è l’elemento più importante del terreiro, ogni rituale serve a rigenerare la sua energia e la sua forza, l’Axé è l’essenza vitale ed è paragonabile al Mana polinesiano e melanesiano.

Gli Orixàs

candomblé

Qual è il loro ruolo?

Attraverso il Candomblé si chiede consiglio, un responso, alle divinità: gli Orixàs, ma chi sono e da dove provengono queste figure religiose? Gli Orixàs sono molto legati alla famiglia e viceversa, nel nucleo famigliare veniva infatti venerata la medesima divinità e questa, con il suo culto, veniva poi trasmessa alle generazioni future. Il Pantheon in Africa era numerosissimo ma, per quanto riguarda il culto in terra brasiliana, ci si limita a sedici divinità. Gli Orixàs attraverso la trance che si manifesta durante il culto cercano di entrare in contatto con il mondo terreno e quindi sono desiderosi di visitarlo; queste divinità hanno un ruolo di intermediazione tra il terreno e l’ultraterreno. Si pensa che ogni persona abbia il suo Orixà de frente, una divinità, o anche due, che protegge la persona e che le fa assumere le proprie caratteristiche positive e negative; se la persona possiede, per così dire, due divinità una sarà più discreta e l’altra sarà più invadente provocando appunto crisi di possessione o trance attraverso cui la divinità si mette in contatto con il mondo terreno attraverso la persona.

La trance

Conosciuta in Brasile come incorporação ovvero un momento di rottura della quotidianità e della routine, attraverso questo evento performativo, teatrale e pubblico, si osservano le caratteristiche del rituale e la persona posseduta non ha alcuna percezione e comprensione del mondo esterno a sé; la trance non è altro che la volontà dell’Orixà di manifestarsi pubblicamente, si attua una comunione religiosa. Exu, per esempio, è erroneamente identificato come il diavolo ed è una divinità furba che protegge la famiglia, o la singola persona, dalle negatività. Exu è il legame tra gli uomini e gli dèi, tra l’Orun e l’Aiê;

Alcune divinità femminili:

  • Iemanjá: è una divinità venerata dai pescatori del Brasile e di Cuba, non sta mai alla luce del sole ma preferisce il mondo marino e proprio per questo i pescatori di Rio Vermelho le hanno costruito una sorta di grotta sott’acqua. Per i pescatori è come una sirena e le sue danze prendono ispirazione dai moti ondosi;
  • Oxum: è in un qualche modo l’antagonista di Iemanjá, tra le due vi è una grande gelosia e infatti chi fa un’offerta all’altra deve provvedere subito a placare l’ira dell’altra donando la medesima cosa. Oxum è una divinità vivace e intelligente;
  • Euá: è la divinità delle paludi e delle paludi, ama la solitudine e raramente esce allo scoperto;

Alcune divinità maschili:

  • Oxóssi: è il protettore dei cacciatori, è lunatico ma ha una grande conoscenza del mondo vegetale;
  • Ogun: è guerriero e custode della collera, insieme ad Oxóssi tutela i cacciatori dai pericoli;

Gli oggetti del Candomblé

candomblé

I Buzios

Oltre al luogo e alle personalità del Candomblé vi è un altro elemento caratteristico ed indispensabile per lo svolgimento di questa pratica ovvero le conchiglie, i buzios: leggere le conchiglie e, da questo, trarre il responso alle domande poste, sia negative che positive.

Per la lettura dei buzios, le conchiglie divinatorie, occorrono dalle 4 alle trentadue conchiglie, generalmente se ne usano solo sedici. Attraverso i buzios le sacerdotesse e i sacerdoti si mettono in contatto con le divinità dell’Orun, questo elemento è la forma di comunicazione più importante di tutta la pratica religiosa: solo attraverso la lettura dei buzios è possibile entrare in contatto con le divinità. Da dove provengono le conchiglie? L’origine dei buzios è molto importante per la comunicazione ed infatti non tutte le conchiglie sono adatte al Candomblé; in caso di necessita vengono usate conchiglie delle meravigliose spiagge brasiliane anche se le conchiglie della costa africana sono preferite alle altre. Le conchiglie vengono aperte da un lato con una lama, il Pai de Santo, il sacerdote, scuote i buzios all’interno della mano e poi li lascia cadere sul tavolo, il responso dipenderà dalla loro caduta: se queste cadranno verso il lato “chiuso” o il lato “aperto”.

La lettura dei Buzios

Come scritto poco sopra la lettura delle conchiglie divinatorie è importante per comprendere e conoscere il responso che la divinità da all’uomo o alla donna che l’ha richiesto. Le conchiglie usate in Brasile sono sedici, proprio come il numero delle divinità, e una volta sul tavolo si contano le conchiglie cadute dal versante aperto o chiuso. Le conchiglie vengono lanciate tre volte e con il secondo lancio si capisce l’Orixà interessato: con 5 conchiglie aperti è Oxum, con 7 è Ogum. La lettura delle conchiglie, Jogo do Buzios, è a pagamento perché il Pai de Santo deve recuperare e rigenerare l’energia utilizzata per entrare in contatto con la divinità. Tale offerta è anche a favore degli Orixàs stessi in quanto, in base all’offerta, decideranno se essere benevoli o meno.

Alcune combinazioni:

  • Un buzios aperto e quindici chiusi quindi non davano un responso positivo, anzi! Negatività e confusione avevano preso il sopravvento;
  • Cinque buzios aperti e undici chiusi: significava “Lotta” e “necessità”;
  • Sette buzios aperti e nove chiusi: si prospetta un qualcosa di difficile come una strada chiusa, un avvertimento;
  • Dieci buzios aperti e sei chiusi: instabilità ed incertezza economica;
  • Dodici buzios aperti e quattro chiusi: paura, preoccupazione.

I semi Obi

Il sacerdote utilizza non solo i Buzios ma anche i semi di Obi o Orobô, la prima è Cola Acuminata la seconda è Garcinia Gnetoides, per sapere se l’offerta del cliente verrà accettata o meno dalla divinità. Come le conchiglie anche i semi vengono tagliati, anche se questi, a differenza dei buzios, vengono tagliati in due parti nette. La lettura dei semi viene chiamata Jogo de Obis ed è caratterizzata da solo cinque combinazioni, il che la rende più semplice rispetto al Jogo de Buzios il quale è inoltre destinato alle cerimonie pubbliche cosa di cui non fa parte, invece, la lettura dei semi.

Le combinazioni con i semi di Obi:

  • Oiecu: quando dal lancio si ottengono quattro semi chiusi. Il responso è negativo;
  • Ocara: quando dal lancio si ottengono tre semi chiusi e uno aperto. Anche in questo caso il responso è negativo;
  • Ejialaqueto: due semi aperti e due chiusi. Il responso è favorevole ma, solitamente, il sacerdote o la sacerdotessa consigliano di effettuare un altro lancio per assicurarsi che la lettura sia esatta;
  • Alafia: quando dal lancio si ottengono quattro semi aperti. Il responso e la lettura sono positivi e favorevoli al futuro.

I Tamburi

Oltre alle conchiglie divinatorie vi è un altro oggetto che ha un ruolo essenziale in questa pratica religiosa ovvero i tamburi. Il loro suono rappresenta la voce delle divinità, degli Orixàs e i musicisti sono custodi di una conoscenza magica, essi sanno come parlare alle divinità attraverso la musica. Nel Candomblé Vi sono tre tipi di tamburi:

  • il : è il tamburo più piccolo;
  • il Rumpì: è di medi dimensioni e, insieme al Lé, creano la base della melodia;
  • il Rum: è il tamburo più grande e più importante per quanto riguarda le note e l’attacco, è lo strumento usato per dar voce ai fondamenti religiosi.

Conclusione

Il Candomblé è l’esempio più pratico di sincretismo religioso nel quale il politeismo indigeno si unisce al monoteismo cristiano, plasmandolo e arricchendolo. Si è diffuso in gran parte del Sud America ed ancora oggi è un rituale ed una pratica attuata da coloro che possiedono la conoscenza e la capacità di comunicare con le divinità aprendo un contatto tra l’Orun e l’Aiê. Ad oggi il Candomblé è frutto di numerosi studi che riguardano non solo lo svolgimento della pratica religiosa in sé ma anche sul ruolo delle donne, delle sacerdotesse, e delle iniziate nonché del sacerdote.

Bibliografia:

  • Santana Alice, 1998 Candomblé Afro-Brasiliano: macumba-magia-riti-cerimonie; Hermes Edizioni, Roma
  • De Souza Mandarino Ana Cristina , Gomberg Estélio, 2013, Candomblé: Corpos e Poderes, Perspectivas: São Paulo v. 43:199-217, jan./jun.; link di riferimento: https://www.academia.edu/21952990/Artigo_Candombl%C3%A9_Corpos_e_Poderes
  • Barba Bruno, 1999, Il Gioco dei Buzios. La divinazione nel Candomblé brasiliano, Xenia Edizioni, Milano;
  • Ferran Tamarit Rebollo, Biografia e Música no Candomblé, Universidade Federal do Estado do Rio de Janeiro, link di riferimento: https://www.academia.edu/37371200/BIOGRAFIA_E_M%C3%9ASICA_NO_CANDOMBL%C3%89
  • Tagliavini Grazia, 2018, Magia e Sciamanesimo dei Nativi Americani: Storia della Magia di, Cerchio della Luna – Sezione 11, Cerchio della Luna Edizioni;
  • Nivaldo a Léo Neto, A. Voesk Robert,  LP Dias Thelma e  RN Alves Rômulo, Mollusks of Candomblé: symbolic and ritualistic importance, Journal of Ethnobiology and Ethnomedicine link di riferimento: https://www.researchgate.net/publication/221707939_Mollusks_of_Candomble_Symbolic_and_ritualistic_importance
  • Bastide Roger, 2001, Le Candomblé de Bahia: Transe et possesion du rite du Candomblé (Brésil), Pocket Terre Humaine
  • Barbàra Susanna R., 2003, Il Candomblé, Xenia Edizioni, Milano;
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