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Iniziazione e magia nella Lord’s Resistance Army (LRA)

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Lord’s Resistance Army (LRA): rituali di guerra e angeli della morte

La Lord’s Resistance Army (LRA) è un movimento ribelle che ha disseminato panico, distruzione e morte nell’Uganda settentrionale a partire dal 1987, per poi frammentarsi e diffondersi, nel 2002, nelle regioni di confine tra Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo e Sud Sudan dove rimane tutt’ora attivo.

Si tratta di aree geografiche molto vaste, in cui la fitta vegetazione equatoriale costituisce un “nascondiglio perfetto” per le milizie e la loro attuale latitanza banditesca incentrata sul saccheggio delle popolazioni locali.

In questo articolo, mi concentrerò sulla descrizione e sull’analisi antropologica del repertorio dei rituali di guerra della LRA. Tra questi, un’importanza predominante viene assunta dal rito di iniziazione, pratica simbolica attraverso cui i giovani rapiti dal gruppo vengono incorporati alle milizie in veste di soldati ribelli.

Similmente a quanto avvenuto in numerosi altri contesti di guerra  sul continente africano, l’iniziazione alla milizia prevede l’utilizzo di sostanze rituali ritenute in grado di rendere i propri combattenti magicamente immuni alle armi nemiche.

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La quasi totalità degli osservatori occidentali ha criticato e banalizzato tali pratiche alla stregua di “lavaggi del cervello”, “stregoneria” o espressioni primitivistiche e conradiane di culti ancestrali, irrazionali e barbari. Naturalmente, non si vuole cedere a simili esotismi e distorsioni interpretative, ma al contrario prendere atto del fatto che, come ha sostenuto Arsène Mwaka Bwenge a proposito dei riti di guerra Mayi-Mayi, «questi modi di pensare mobilitano delle masse e strutturano dei comportamenti che oggigiorno fanno la storia»1Mwaka Bwenge, 2003: 82.

In altre parole, il ricorso a rituali di guerra e culti dell’invulnerabilità magica, sebbene dagli esiti drammatici, si è dimostrato tutt’altro che insensato, garantendo alla LRA la ferocia, l’efficienza e la longevità di cui ancora pagano il prezzo più caro giovani e civili inermi.

 

Joseph Kony e la LRA: guerre di ieri e sofferenze di oggi

La storia della LRA e del suo leader, Joseph Kony, affonda le sue radici nel più ampio fenomeno di ribellione nord-ugandese scoppiato sul finire degli anni Ottanta in Acholiland, regione principalmente popolata dal gruppo etnico Acholi.

Infatti, l’insurrezione nacque come tentativo di risoluzione della profonda crisi che, nel 1986, gli Acholi si ritrovarono a dover fronteggiare. Alle inimicizie etniche ed alle disparità socio-politiche tra nord e sud inaugurate in epoca coloniale, si aggiunsero l’erosione delle autorità tradizionali dei villaggi, la tragica occupazione armata dell’Acholiland da parte delle truppe del nuovo presidente Yoweri Museveni ed il violento rimpatrio degli ex-soldati Acholi che componevano il precedente esercito ugandese2Behrend, 1999.

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A dar vita alla guerra fu una giovane medium di nome Alice Auma, meglio conosciuta come Alice Lakwena, che elaborò uno specifico culto di ribellione sincretico tra cristianesimo e religione Acholi tradizionale fondando l’Holy Spirit Movement (HSM).

Tuttavia, malgrado il suo iniziale successo e l’ampio sostegno popolare, l’HSM venne sconfitto l’anno seguente, permettendo a Joseph Kony ed alla LRA di emergere come eredi diretti del progetto incompiuto di risolvere la crisi e rovesciare il governo di Museveni.

Similmente a quanto avvenuto in altri contesti africani3Lan, 1985, i movimenti dell’HSM e della LRA hanno rielaborato il ruolo dei medium spiritici tradizionali per organizzare e legittimare il loro operato bellico.

Si è trattato infatti di un caso di profetismo armato incentrato su di una visione apocalittico-millenaristica della storia ispirata al testo biblico4Visca, 2004: come Alice prima lui, Joseph Kony si impose come leader politico e religioso sostenendo di essere posseduto, per volere divino, da numerosi spiriti di matrice cristiana con i quali interagiva nel corso di trances pubbliche o private.

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In linea con l’orizzonte culturale Acholi, la LRA leggeva la crisi in Acholiland come esito delle punizioni di Dio e degli spiriti per la corruzione morale del proprio popolo, concepito come malvagio e peccatore. Dunque, sostenuti dai poteri sovrannaturali conferiti dalle entità spiritiche, Kony ed i suoi seguaci avrebbero incarnato il castigo divino in terra per estirpare il peccato dall’Acholiland, conquistare il governo di Kampala ed instaurare in Uganda il regno dei Dieci Comandamenti.

Tuttavia, la LRA non riscosse lo stesso supporto locale di cui aveva goduto precedentemente Alice, portando numerosi Acholi, ormai stanchi di lottare e disillusi dalle profezie, a condannare l’operato della milizia o a schierarsi con il governo.

A quel punto, deluso e frustrato, Kony reagì con esecuzioni punitive verso tutti coloro che avevano tradito la sua chiamata divina, trasformando la ribellione in  una guerra etnica fratricida in quello che è stato definito un tentato “auto-genocidio”5Branch, 2010; Doom, Vlassenroot, 1999: 26.

Una volta estinta ogni forma di collaborazione locale, la LRA modificò i propri metodi di sopravvivenza, dando vita al violento modus operandi che l’avrebbe caratterizzata fino ad oggi. Ai saccheggi dei villaggi di cui necessitavano per sostentarsi e rifornirsi seguivano i reclutamenti forzati di ampie fasce della popolazione civile, rapendo adolescenti e bambini di entrambi i sessi da impiegare come soldati, mogli o servitù personale6Annan, Blattman, 2010; Ehrenreich, 1998; Human Rights Watch, 1997.

Infatti, la maggior parte della LRA è composta da bambini soldato, prevalentemente di un’età compresa tra i dodici ed i sedici anni, i quali hanno compiuto violenze estreme, mutilazioni, razzie e massacri per conto della milizia, spesso persuasi dei poteri spiritico-magici di Kony e della “giusta causa” per la quale ritenevano di combattere7Mergelsberg, 2010.

I livelli estremi ed insostenibili di terrore e violenza nell’Uganda del nord portarono all’operazione militare Iron Fist che, nel 2002, frantumò la LRA in diverse unità, ancora oggi attive nei territori di confine tra Congo, Centrafrica e Sudan, dove si sono dedicate al contrabbando di oro e avorio8Allen, Vlassenroot, 2010; Agger, Hutson, 2013, continuando a saccheggiare e arruolare nuovi membri tutt’ora9Branham, Kelly, 2012; Cakaj, 2015; LRA Crisis Tracker, 2020.

La missione politica e religiosa che ha motivato il suo operato in Uganda sembra aver ceduto il passo al mero sostentamento predatorio e parassitario della milizia in una spirale di violenza che necessita di essere spezzata.

 

Riti di guerra della LRA: spiriti, magia e immunità ai proiettili

Per sancire l’ingresso nelle milizie, i giovani rapiti vengono sottoposti ad appositi rituali iniziatici, pratiche che vengono poi successivamente ripetute in forme molto simili prima di ogni azione militare del gruppo.

Investiti da Kony e dai suoi spiriti del duplice ruolo di comandanti e di responsabili per il corretto svolgimento delle cerimonie, i tecnici rituali (in certi casi anch’essi adolescenti o bambini) provvedono alla preparazione dei composti da impiegare nelle iniziazioni: si tratta prevalentemente di una pozione a base di acqua, olio di karité ed erbe, talvolta combinata ad ocra rossa e cenere, ritenuta in grado di tramutare i giovani rapiti in soldati agguerriti, spietati, fedeli e magicamente sostenuti dagli spiriti della milizia contro il nemico.

Sebbene le modalità rituali adottate dalla LRA siano mutate nel tempo e differiscano leggermente tra le unità post-ugandesi diffuse tra Congo, Centrafrica e Sudan, è possibile identificare una formula sufficientemente costante di iniziazione.

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Il corpo dei giovani combattenti viene asperso tramite il preparato a base di acqua, olio di karité ed erbe, o soltanto marchiato in determinati punti disegnando una croce. In aggiunta, testimonianze più recenti mostrano l’utilizzo di scarificazioni rituali, ovvero la recisione della pelle in diverse parti del corpo (solitamente fronte, spalle, braccia, ginocchia, caviglie o fianchi) al cui interno vengono nuovamente applicati gli ingredienti magici10Kelly, 2015: 27-32.

Secondo le credenze del gruppo, i bambini soldato così iniziati e ritualmente trattati vengono “caricati di malaika (“angeli” in kiswahili); ovvero il sigillo di un legame indissolubile tra loro ed entità spiritiche angeliche a sostegno alla milizia.

In altre parole, si ritiene che ogni singolo membro della LRA sia vincolato tramite il rito ad una sorta di “angelo custode” personale, incaricato della sua protezione e sorveglianza. Questi “angeli della morte” avrebbero seguito, accompagnato e sorvegliato i propri soldati durante le attività quotidiane e sul campo di battaglia, abbattendo la loro furia su tutti  coloro che avrebbero provato ad ostacolarli.

I malaika avrebbero combattuto al fianco dei guerriglieri durante gli scontri e le razzie, proteggendoli dalle pallottole nemiche, incrementando la loro forza bellica e sostenendoli attraverso le magie di cui sono investiti da Dio stesso in modo che la guerra in suo nome possa avere successo.

Affinché lo stato di purezza, santità ed invincibilità del combattente possa risultare efficace ed essere mantenuto come tale, i membri della milizia vengono sottoposti all’osservanza di rigide norme comportamentali e restrizioni ascetiche chiamate “Holy Spirit Safety Precautions” (come il divieto di fumare, bere alcolici, commettere adulterio o fornicazione, rubare, disobbedire agli ordini del comandante, prendere riparo se sotto attacco ed entrare a contatto con non-iniziati).

Naturalmente, la trasgressione delle suddette prescrizioni comporta la perdita dei poteri magici, lo scatenamento delle sanzioni punitive del proprio malaika ed il conseguente ferimento durante gli scontri. A differenza di ciò che si potrebbe obiettare, la morte in battaglia non viene vista come la prova tangibile dell’inefficacia delle protezioni magiche o del mancato sostegno degli angeli, ma al contrario come testimonianza della loro veridicità, come concreta dimostrazione della punizione che spetta ai trasgressori delle regole “sante”.

Solitamente, ad ogni infrazione corrisponde una sanzione correlata alla regola non rispettata, permettendo di risalire alla precisa trasgressione commessa qualora si verificassero decessi o ferite. Tuttavia, le norme formulate da Kony (o dai suoi spiriti) per regolamentare i suoi soldati vennero più volte ridefinite nel tempo, dimostrando la plasticità delle stesse di fronte alla mutevolezza del contesto in cui la LRA si è trovata a vivere e combattere.

 

Interpretazione di un sistema rituale militarmente strategico

Grazie alle ricerche compiute da numerosi antropologi in diversi contesti di guerra sul continente africano – basti pensare al caso di alcuni movimenti anti-coloniali tra XIX e XX secolo11Driberg, 1931; Middleton, 1963, dei Mayi-Mayi congolesi12Jourdan, 2010, dei ribelli del Revolutionary United Front e dei Kamajors in Sierra Leone13Richards, 1996; Wlodarczyk, 2009, del National Patriotic Front of Liberia14Ellis, 1999: 259-266 o degli anti-balaka centrafricani15Carayannis, Lombard, 2015è ormai indubbiamente appurato che il culto dell’invincibilità dei combattenti abbia prodotto pratiche culturalmente coerenti con i diversi habitus locali e militarmente strategiche nella condotta del conflitto. In questo, certamente, la LRA non si discosta di molto.

Innanzitutto, come ha sostenuto l’antropologo Francesco Remotti, i rituali di iniziazione consistono in sequenze di azioni simboliche prestabilite in una formula specifica che determinano, oltre che il passaggio degli individui da una condizione spirituale o sociale ad un’altra, un’intrinseca trasformazione attraverso quella che egli definisce un’antropo-poiesi programmata16Remotti, 2013.

In questo caso, si stratta di strumenti culturalmente affinati e socialmente condivisi predisposti alla fabbricazione culturale di soldati, o meglio, dello specifico “modello di soldato” sacro e magicamente sostenuto della LRA.

La tipologia di combattente senza paura così imposto esercita inevitabilmente forte fascino e attrazione per i bambini soldato del gruppo che lo adottano, a fronte dell’estrema esposizione alla violenza ed ai pericoli della guerra, in quanto fonte ricca e necessaria di rassicurazione ed incoraggiamento.

La necessità di attenersi ad un rigido e complesso insieme di regole per godere dei poteri magici rimpiazza il senso di paura, ansia, disorientamento ed incertezza provato durante i primi momenti di transizione nel gruppo, permettendo ai novizi di ritagliarsi un proprio spazio all’interno dell’esercito ribelle ed accomodarsi nell’assunzione attiva della nuova identità di guerrigliero della LRA17Mergelsberg, 2010.

Lentamente, i combattenti comprendono che grazie alle protezioni magiche garantite dal rispetto delle corrispettive regole non hanno nulla da temere, siccome i malaika determinano l’uccisione in battaglia solo in conseguenza alle trasgressioni.

Questa consapevolezza produce un solido senso di sicurezza personale e di controllo sulle proprie vite: per sopravvivere durante gli scontri e sovrastare il nemico è sufficiente attenersi alle prescrizioni imposte dagli spiriti della milizia e comunicate tramite le possessioni di Kony.

Va da sé che la ripetizione dei riti di guerra in previsione di ogni scontro o azione militare non faccia che consolidare e ribadire nel tempo l’efficacia e la solidità del culto della LRA in un circuito autoreferenziale: la sopravvivenza in battaglia dà prova dell’efficacia del rispetto delle prescrizioni, mentre la morte testimonia le trasgressioni e le loro punizioni.

Come riporta Titeka, la regolare condotta dei rituali di guerra modella e determina la percezione di ciò che i combattenti ritengono reale, e questo è particolarmente vero per adolescenti e bambini18Titeka, 2010: 66.

In definitiva, il repertorio rituale ed il più ampio sistema di credenze nel quale agisce e trova significato costruiscono, quindi, una percezione solida e durevole di onnipotenza e di invincibilità in grado di incoraggiare i combattenti al rispetto delle norme del gruppo ed alla condotta fedele ed impavida delle attività belliche.

Al contempo, attraverso la definizione di prescrizioni da seguire per poter godere della protezione magico-spiritica, Kony ed i tecnici rituali della milizia detengono il pieno controllo dei giovani combattenti, conferendo al movimento una struttura modellata e diretta dai vertici di comando.

Come abbiamo visto, la paura della morte genera il perseguimento delle regole per mantenere efficace l’immunità dalle armi nemiche. Questo processo conduce all’auto-regolamentazione del soldato individuale e quindi alla disciplina militare ed alla coesione interna dell’intero gruppo.

Inoltre, la credenza di poter rendere i propri guerrieri invulnerabili alle pallottole nemiche non si dimostra soltanto uno strumento di potere estremamente efficace nel controllo e nella regolamentazione dei giovani, ma anche un’arma militarmente “tattica” nella condotta della guerra.

Come è stato già ampiamente dimostrato dai diversi casi di applicazione del culto della protezione magica, i combattenti che hanno affrontato il nemico nella convinzione di essergli immuni hanno potuto compensare l’addestramento sommario e lo scarso equipaggiamento bellico, avanzando con una temerarietà ed un coraggio tali da poter produrre riscontri positivi sul campo di battaglia.

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Gli eserciti africani composti da giovani, a volte bambini, poco preparati ad affrontare le rispettive forze di opposizione governative, hanno fatto un uso razionale e strategico di questa credenza, incoraggiante all’interno ed intimidatoria verso l’esterno.

L’efficacia strategica delle pratiche rituali e del più ampio sistema di credenze della LRA nel terrorizzare l’esercito governativo e la popolazione civile risiede nelle loro radici nel più ampio orizzonte culturale locale. Si tratta infatti di fenomeni conosciuti, creduti, condivisi e riconosciuti dal mondo esterno alla milizia.

In altre parole, anche il nemico stesso è persuaso ed intimorito dalla credenza comune che i giovani combattenti della LRA siano davvero immuni ai proiettili e sostenuti dalla “stregoneria” e dagli spiriti di Kony. Questo ha permesso agli alti vertici del gruppo di accrescere il terrore già diffuso dai rastrellamenti e dalle amputazioni disseminate sul loro cammino, coronando la loro violenza estrema di elementi di culto grotteschi e misteriosi per amplificare la percezione minacciosa del proprio gruppo ed ottenere più potere bellico e politico.

Conclusioni

Ben lungi dall’essere irrazionali, come abbiamo visto, i riti magici della LRA hanno saputo strategicamente garantire longevità e coesione interna al gruppo attraverso la produzione antropo-poietica di soldati fedeli, agguerriti, autoregolamentati ed intimidatori verso il nemico e la popolazione civile nel suo insieme.

La combinazione di elementi militari, religiosi e magico-rituali ha conferito, quindi, una struttura relativamente organizzata al movimento ribelle, assumendo il controllo delle vite dei propri combattenti e compensando l’addestramento sommario dei soldati ed il loro scarso equipaggiamento bellico.

In sostanza, il sistema di credenze della LRA ed i suoi riti di guerra sono leggibili come mezzi efficaci e razionali per sopperire alle molteplici difficoltà organizzative dettate dal mutevole contesto nel quale le milizie si sono ritrovate ad operare.

Questo ha permesso a Kony ed ai suoi soldati ribelli di mantenere alta la loro capacità distruttiva anche in Congo, Centrafrica e Sud Sudan, in nome della missione divina incaricata dagli spiriti o della mera sopravvivenza parassitaria ed opportunistica del gruppo.

Come si può dedurre, forgiare soldati incuranti del pericolo è strategicamente funzionale al potere dei comandanti militari ed alla loro guerra. I riti di guerra per l’invincibilità tentano la produzione antropo-poietica di “macchine da guerra” perfette: soldati ubbidienti alle regole imposte e convinti di poter avanzare sotto il fuoco nemico senza temere alcun male, combattendo con coraggio e cieca lealtà.

Tuttavia, il confine che separa questo obiettivo dalla mera manipolazione dei combattenti non potrebbe essere più labile e drammatico. I bambini soldato della LRA pagano da troppo tempo il caro prezzo di questo raggiro, mandati in battaglia a uccidere e morire per l’ennesima “guerra giusta”. Una guerra che, purtroppo, si trova ancora lontana dalla sua fine.

 

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