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Immaginazione al potere: agentività e arte

“L’ immaginazione è l’ intelligenza che si diverte”.

Albert Einstein faceva il fisico, ma come tutti sanno la sua mente sapeva andare ben oltre i numeri e le equazioni. In quest’ articolo parlerò di arte e agentività umana, ovvero la nostra capacità di esercitare una qualche forma di controllo sulle nostre vite.

E’ risaputo e ribadito che gli esseri umani siano esseri irrimediabilmente creativi, nel bene e nel male, come altre specie animali d’ altra parte, solo un po’ di più. L’ atto immaginativo che ci ha portato, e ci porta anche in questo preciso istante a costruire la realtà in cui viviamo immersi, ha infinite declinazioni e manifestazioni, di cui una delle più interessanti e celebrate è sicuramente l’ arte.

Se volessimo dare una accademica definizione di arte potremmo dire che somiglia ad una una sorta di gioco con le forme, i materiali e i concetti, che produce una qualche rappresentazione o trasformazione ben riuscita dal punto di vista estetico.

Ma entrando più nel vivo del discorso, notiamo come l ‘arte intenzionale abbia natura intrinseca di immaginare versioni di realtà alternative a quella corrente, allontanando il soggetto creatore dal mondo quotidiano per un momento, e anche (e qualcuno disse che l ‘arte è inutile..) mostrandoglielo, con la preziosa e fugace possibilità di un cambio di prospettiva .

Si parla di “gioco” perché il gioco dettato dalla creatività è sbilanciamento dell’ ordine delle cose, dei rapporti umani, dei racconti che circolano sul ” perché le cose stanno così come stanno”.

L’ espressione artistica di “racconti non ufficiali” del mondo fa si che la nostra agentività  che nella vita quotidiana ha un ventaglio più o meno ristretto di azione ( per quanto l’ idea sia stata allettante da bambini, si comprende presto che non si spicca il volo saltando da una finestra) fa si che nel momento in cui ci scopriamo creatori registri un ampliamento infinito.

Possiamo far succedere tutto. Creando delle forme simboliche noi interpretiamo e concepiamo significati che rendono l’ operato della nostra immaginazione potenzialmente onnipotente. Non a caso Freud parla dell’arte come l’ ultimo terreno dove possa essere esercitata l’onnipotenza dei nostri pensieri. Naturalmente anche l’ arte spesso si muove dentro recinti ben rimarcati, ovvero le regole e le restrizioni di stile considerate appropriate da quel contesto. Ma l ‘importante è essere consci del potenziale che da essa può essere liberato.

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