Da Dove Veniamo: I Primi Passi

Come è facile immaginare, il percorso evolutivo di una specie diventa progressivamente più difficile da tracciare mentre ci allontaniamo dal presente. Non fa eccezione la storia biologica dell’umanità: i dati diventano sempre più scarsi e ambigui, soprattutto per quanto riguardo il Paleolitico inferiore e i periodi precedenti.

Quando si parla di evoluzione umana, solitamente si inquadra un periodo che comprende il Miocene finale, il Pliocene ed ovviamente il Pleistocene, o in termini più semplici dai 7 milioni di anni dal presente fino a 10.000 anni fa, all’alba del Neolitico. Questo perché è proprio intorno ai 7 M.a. (da ora milioni di anni dal presente) che avviene la separazione tra il ramo che porta ad Homo sapiens e a quello degli scimpanzé, Pan troglodytes e Pan paniscus.

I resti fossili con questa datazione attribuiti alla nostra sotto-famiglia, Homininae, provengono tutti dallo stesso sito in Chad (Africa centrale), e sono composti da frammenti che hanno permesso la ricostruzione di un cranio. Soprannominato “Toumai”, speranza di vita, è stato descritto nel 2002 come Sahelanthropus tchadensis.

 

 

Il ruolo di Sahelanthropus all’interno della nostra linea evolutiva è tutt’altro che chiaro.
È stato ipotizzato, attraverso l’analisi della posizione del foramen magnum, che fosse almeno in parte bipede. Esso presenta alcune caratteristiche che lo avvicinano al genere Homo, altre a Pan. Alcuni ricercatori sostengono appunto che esso sia il progenitore comune dei due rami.

Nonostante l’evidente importanza di questo fossile, la mancanza di resti post-craniali ci impedisce di comprenderlo sufficientemente.

Le altre specie chiave per la lettura di questo difficile periodo di transizione sono Ardipithecus kadabba ramidus ed Orrorin tugenensis.

Orrorin, ritrovato nel 2000 in Kenya, è datato tra i 5 e i 6 M.a. ed è stato descritto a partire da 20 resti che comprendono frammenti di mandibola, omero, femore, denti e falangi. Dagli studi si è potuto dedurre che esso fosse adattato ad una forma parziale di bipedismo, restando però legato alla vita arborea.

 

 

A questo punto la separazione tra uomo e scimpanzé doveva già essere avvenuta, e Orrorin si inserisce nella linea che porta al genere Homo. Addirittura nel mondo accademico è molto diffusa un’ipotesi che vedrebbe Orrorin come progenitore diretto dell’uomo, mentre secondo questa visione le australopitecine sarebbero un ramo parallelo poi estinto.

Inizialmente descritti rispettivamente come specie e sotto-specie, Ardipithecus ramidus Ardipithecus kadabba vennero separati in due specie distinte a seguito di studi sulla morfologia e sulla datazione, che vede il primo a 4.4 M.a. ed il secondo a 5.6 M.a., anche se il loro rapporto evolutivo è considerato diretto dalla maggior parte dei ricercatori.

 

I resti di A. kadabba, a sx, e ramidus a dx

 

Attraverso studi sulla morfologia e sugli ambienti abitati da Ardipithecus, esso risulta diverso dai moderni scimpanzé, essendo più adattato di questi per la vita al suolo, ma doveva essere molto simile al progenitore comune a noi e agli scimpanzé.

Questo indica che le caratteristiche delle grandi scimmie africane, scimpanzé e gorilla, in particolare la locomozione su nocche e il dimorfismo sessuale, devono essere state acquisite in tempi “recenti” e indipendentemente: per quanto sembrino molto più simili tra loro che non a noi, gorilla e scimpanzé sono separati da una distanza genetica maggiore di quanto non sia quella tra scimpanzé e uomo, a dimostrazione che il ramo evolutivo dei gorilla si è separato precedentemente alla divergenza tra uomo e scimpanzé.

 

 

Questa nuova visione, supportata da dati solidi, paleontologici e genetici, seppur ancora incompleta, si contrappone a quella precedente, che vedeva una netta separazione tra le “scimmie” e gli “esseri umani”. Le carte così vengono rimescolate, e ci suggeriscono che Homo sapiens entra a pieno titolo tra le grandi scimmie.

Piccolo vocabolario di approfondimento

Periodi ed Epoche geologiche: le specie trattate nell’articolo si collocano nel Periodo del Neogene, per la precisione in due delle sue epoche, Miocene e Pliocene. Il Periodo attuale è il Quaternario, con le epoche Pleistocene e Olocene (nel quale ci troviamo adesso, anche se recentemente si sta ipotizzando di suddividere una terza epoca, Antropocene)

Foramen magnum: il foro alla base del cranio dove si inserisce la spina dorsale. Lo studio della sua posizione può indicare il bipedismo, infatti in un bipede esso si trova in posizione centrale, mentre in un quadrupede sarà più spostato all’indietro.

 

Bibliografia

Ultime notizie sull’evoluzione umana, articoli vari, Giorgio Manzi, Il Mulino, 2017

Come Eravamo, Francesco Mallegni, LTU Guarguaglini, 2001

Il terzo scimpanzé, Jared Diamond, Bollati Beringhieri, Torino, 2006

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Tobia Fognani

Laureato in Antropologia Culturale, Religioni e Civiltà Orientali all'Università di Bologna, sta attualmente perseguendo una magistrale in Quaternario, Preistoria ed Archeologia all'Università di Ferrara, con l'intento di unire gli interessi per le Scienze Naturali e Umane.

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