fbpx

Alvise De Fraja

Sono Alvise, sono nato a Mestre e da cinque anni vivo e studio a Bologna (dopo una breve parentesi a Padova). Mi sono laureato in Antropologia, Religioni, Civiltà Orientali nel 2019 e ora frequento la magistrale in Antropologia Culturale ed Etnologia per continuare a dover spiegare cos'è l'antropologia a nonni, nonne, zii (materni, ma non solo) e zie di tutto il mondo. Credo che HomoLogos sia un modo valido per farlo. Per quanto mi riguarda, sono un cultore dei viaggi a piedi e del risotto e mi piace molto fare teatro, ritengo sia un "qualcosa" con un enorme potenziale euristico. Mi piace leggere i romanzi francesi di oggi e quelli russi di ieri. In ogni caso 42.

L’utopia dove non te l’aspetti. The Utopia of Rules

Dalla postal utopia alla postal dystopia L’antropologo David Graeber, scomparso prematuramente da poco, in uno dei saggi che compongono il suo The Utopia of Rules (2015), ripercorre la nascita del servizio postale in Occidente e ci illustra come da qui si sia sviluppata una delle più importanti utopie dei nostri tempi.     In Europa …

L’utopia dove non te l’aspetti. The Utopia of Rules Leggi altro »

Devi dirmi a che punto sono con la disabilità, comprendi?

Antropologia e disabilità, a che punto siamo?

Disability Worlds: immaginare un’antropologia della disabilità Sette anni fa, concludendo un loro contributo per Annual Review of Anthropology, Faye Ginsburg e Rayna Rapp esprimevano tutta la loro convinzione che la disabilità fosse una categoria che aveva bisogno di un approccio antropologico, affermano infatti: They [anthropology students] recognize that disability, as a feature of their own experiences, …

Antropologia e disabilità, a che punto siamo? Leggi altro »

Restituzione, possibilità politiche ed espressive

Parte prima. Il rapporto antropologo-nativo e riflessioni sulla restituzione e le sue implicazioni in campo antropologico Dopo tanto vagare fra i possibili argomenti da trattare nell’articolo che avrebbe segnato il mio ritorno, ho deciso di dedicare qualche riga al tema della restituzione. Mi è capitato di recente di riflettervi, a compimento della stesura della mia …

Restituzione, possibilità politiche ed espressive Leggi altro »

La svolta etica, un equilibrio tra osservazione e testimonianza

«Viaggiare significa fare i conti con la realtà, ma anche con le sue alternative, con i suoi vuoti; con la Storia e con un’altra storia o con altre storie da essa impedite o rimosse, ma non del tutto cancellate.» Claudio Magris, L’infinito viaggiare   Storia e antropologia, sorelle diverse Se la storia (la disciplina) insegna …

La svolta etica, un equilibrio tra osservazione e testimonianza Leggi altro »

Arlecchino, da re dell’inferno a maschera comica

Da Hellequin ad Arlecchino, storia di una maschera   Do patroni servir l’è un bell’impegno E pur, per gloria mia, l’ho superà E in mezzo alle mazor dificoltà M’ho cavà con destrezza e con inzegno (Arlecchino) [1]   Arlecchino è probabilmente una delle maschere più celebri del teatro e del carnevale. Conosciuto in gran parte …

Arlecchino, da re dell’inferno a maschera comica Leggi altro »

Scienza e magia, al di là del vero o falso

All’interno dell’immaginario occidentale scienza e magia sono collegate ed è difficile pensare all’una senza richiamare alla mente l’altra. Il filo che le collega è quello della profonda diversità d’approccio alla conoscenza della realtà. Inoltre, in virtù dell’affidabilità del metodo di origine galileiana, si suole associare la scienza al vero, mentre la magia, che non pone …

Scienza e magia, al di là del vero o falso Leggi altro »

Teatro e antropologia, maschera neutra e sospensione del giudizio

Quando un aspirante attore incontra un quasi antropologo   Quando parlo con sincerità non so con quale sincerità parlo. Sono variamente altro da un io che non so se esiste. (F. Pessoa)   Quest’estate ho partecipato a uno stage di teatro. Ne scrivo qui perché ciò che mi è rimasto, non sono solo l’entusiasmo, i …

Teatro e antropologia, maschera neutra e sospensione del giudizio Leggi altro »

Adattabilità ambientale, prerogativa umana?

Riflessioni sul ruolo dell’antropologia in un processo di de-antropocentrizzazione. Ad oggi la popolazione umana mondiale è di circa 7,5 miliardi [1] e, sebbene abiti una porzione ancora limitata della superficie terrestre, gli ambienti che ha colonizzato presentano una notevole differenziazione e il territorio su cui esercita la propria influenza risulta molto vasto. Uno studio, che …

Adattabilità ambientale, prerogativa umana? Leggi altro »

La vita degli oggetti. L’arte tra processo tecnico e intenzionalità

Nel mio precedente articolo parlai di come l’antropologia potrebbe avvicinarsi al mondo dell’arte e di come non si possa prescindere dalle problematiche relative al vocabolario da utilizzare, soprattutto per quanto riguarda il termine estetica e tutto il carico concettuale che si trascina dietro. Nelle ultime righe accennai a quale strada appare la più sicura da …

La vita degli oggetti. L’arte tra processo tecnico e intenzionalità Leggi altro »

Per uno sguardo antropologico al mondo dell’arte

Riflessioni a margine del dibattito Overing-Morphy, l’estetica è una categoria interculturale. Se ci si vuole avvicinare con sguardo antropologico al mondo dell’arte, a mio parere non si può prescindere dal dibattito che nel 1993 coinvolse diversi accademici attorno alla questione di come porsi di fronte alla categoria di estetica. A me è capitato di imbattermici di …

Per uno sguardo antropologico al mondo dell’arte Leggi altro »