fbpx

Antropologia del Messico: introduzione

città del messico

Conoscere Città del Messico attraverso i cinque sensi

Visione di Anáhuac 2021

In questa rubrica vi voglio presentare una città straordinaria e spaventosa, sgargiante e cupa, seducente e violenta, antica e (post)moderna. La chiamano el Monstruo per la sua estensione che non conosce limiti e per il numero esorbitante di abitanti che la calpesta ogni giorno. Lei è viva e chi la vive la anima. Si tratta della metropoli più popolosa del continente americano. Vi racconterò di Città del Messico.

Con questa serie di articoli antropologici voglio farvi viaggiare tra le strade trafficate e i parchi verdeggianti di questa città per scoprire luoghi, tradizioni e storie che vi faranno sorridere, commuovere, arrabbiare, sorprendere e disgustare.

città del messico
Fonte: Chiara Piamarta

Ciò che è certo è che mai e poi mai resterete impassibili. Si tratta di un viaggio che vi permette di sperimentare Città del Messico e la sua gente, così come la sto conoscendo io, attraverso i cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. In più, a volte, vi accompagno fuori dalla megalopoli verso altre zone della República e altre regioni del mondo, per conoscere alcune realtà che hanno segnato e segnano tutt’ora la trasformazione urbana di questa città, attraverso moti di migrazioni interne e transnazionali.

Voglio presentarvi un mosaico di culture, lingue, tradizioni culinarie e molto altro in continua creazione, composto da infiniti tasselli di colori sgargianti e forme disuguali.

Per fare ciò, apro questo ciclo di articoli con un’introduzione storico-antropologica che serve a conoscere quali sono state le origini e gli sviluppi di questa urbe. In particolare, vi presento tre momenti storici cruciali: la fondazione di Tenochtitlán, l’invasione dei coloni spagnoli e l’esplosione della modernità. Credo sia importante dare spazio a queste vicende per avere più chiaro il perché Città del Messico è così, oggi.

Dopodiché mi addentro nell’analisi di questa città per mostrare ciò che vedo, ascoltare i suoni delle strade, annusare l’aria d’alta quota, saziarsi con cibi mesoamericani e scoprire alcune realtà e abitudini attraverso il contatto fisico. Tutto ciò rappresenta una visione molto personale, posizionata in un momento storico ben specifico, che noi tutti conosciamo, che voglio condividere con voi.

Una delle mie intenzioni è quella di farvi avvicinare a una realtà che spesso viene raccontata solo a metà. Difatti, si possono trovare molti articoli che raccontano del Messico e della sua capitale ma che contengono quasi esclusivamente cronache di tragedie, storie di vittime e di terribili soprusi.

Leggi anche:  Breve storia di una città infinita. Da Tenochtitlán a Città del Messico

Non fraintendetemi: tutto ciò succede ed è una triste realtà che soffoca questa parte del tropico da decenni, perciò non la posso assolutamente nascondere né negare. Tuttavia, credo che tutto ciò non possa essere l’unica faccia della medaglia di cui si scrive e si legge perché credo che ciò porti alla creazione di pregiudizi collettivi o curiosità morbosa più che a conoscenza approfondita ed empatica.

Per questo motivo, mi impegno a portare alla luce altri elementi che compongono questo mosaico senza fine, per mostrarvi una nuova immagine di questa parte del mondo che continua a farmi innamorare e che, sorprendentemente, assomiglia per molti aspetti alla nostra penisola.

Ho scelto il titolo di questa collana ispirandomi al meraviglioso saggio «Visión de Anáhuac 1519» del grande scrittore e intellettuale messicano Alfonso Reyes che racconta, tra prosa e poesia, il fascino dell’antica Tenochtitlán all’arrivo dei coloni spagnoli. Anáhuac è un termine in lingua náhuatl che significa “vicino all’acqua” e, nei prossimi articoli, comprenderete il motivo di questo nome.

Il benvenuto a questo mondo lo lascio dare allo stesso Reyes che, riprendendo le parole scritte da Alexander von Humboldt, apre la sua opera così: «Viaggiatore: sei arrivato nella regione più trasparente dell’aria».

Benvenuti e benvenute!