L’anima voodoo di New Orleans

Ognuno di noi ha un’idea di cosa sia il Voodoo. Nella maggioranza dei casi, in base a quello che abbiamo assorbito fin da piccoli attraverso i media o il sentito dire, ce lo immaginiamo legato alla magia nera, praticato principalmente da stregoni che si dilettano nel creare spaventosi zombie, sacrificare innocenti animali e terrorizzare poveri sfortunati infilando grossi spilli in piccole bambole a loro somiglianti. Il tutto viene ricondotto al mondo della nostra fantasia o, al massimo, all’abilità dei soliti ciarlatani.

Tuttavia il Voodoo, o più correttamente “Vodu” (la divinità, lo spirito del profondo), è frutto di una storia di incontri che va ben oltre la coscienza comune. Sviluppatosi inizialmente nelle regioni occidentali dell’Africa, esso può essere definito come un complesso sistema magico-religioso.

Nonostante sia molto diversificato a seconda delle sue aree di crescita e diffusione, ha alla sua base tre principali pilastri spirituali: un dio ozioso, che dopo aver compiuto la sua opera creatrice non interferisce più con la vita umana; gli antenati, che dopo la morte si sono tramutati in spiriti; i “Loa”, gli spiriti, entità che possono essere evocate e con le quali gli esseri umani hanno contatti diretti, mediatori fra l’uomo e Dio.

Con l’inizio del periodo coloniale, in Africa il Voodoo si intrecciò al Cristianesimo e all’Islam, assorbendone alcuni elementi all’interno della sua cosmologia. In seguito alla tratta degli schiavi, che portò ad una grossa emigrazione coatta della popolazione africana verso le Americhe, si ebbero processi di sincretismo ed ibridazione analoghi anche nel Nuovo Mondo.

Il Voodoo, nonostante le persecuzioni subite dai suoi praticanti nel corso del secoli, è rimasto particolarmente forte ad Haiti, tanto che nel 2003 è stato definito ufficialmente una religione dalla legislazione dell’isola.

Ma un’altra importante area di pratica ed espansione è stata la Louisiana, ed in particolare la città di New Orleans, su cui ho deciso di concentrare in maniera più specifica questo articolo.

Era il 1719 quando i primi schiavi giunsero in Louisiana, portando con sé il Voodoo. Sebbene le danze, i rituali ed il linguaggio vodu rimasero gli stessi  adottati in Africa, alcune credenze e tradizioni connesse a questo fenomeno religioso mutarono come conseguenza della convivenza fra praticanti provenienti da diverse regioni del continente.

Negli anni varie leggi proibirono l’importazione di schiavi da paesi esteri: ciò non impedì solamente il diretto afflusso di individui dall’Africa, ma anche dalle isole caraibiche. Fra gli obiettivi di questa decisione vi era anche quello di limitare al minimo le forme vodu, dal momento che si credeva potessero costituire un pericolo per i cittadini.

Sebbene la sua pratica fosse proibita e punita, il Voodoo non smise di crescere ed espandersi. Esso era infatti considerato uno spiraglio di luce per gli schiavi costretti alle catene e al lavoro di piantagione: era un modo per rimanere ancorati alle proprie origini, alla propria cultura e alla propria comunità in un mondo ostile.

Nel 1803 la legge che vietava l’introduzione di schiavi dai Caraibi cadde e numerosi approdarono in Lousiana. Fu l’inizio del Voodoo organizzato. Con il tempo le lingue africane vennero sostituite nei culti dal francese e le “voodoo-queens” iniziarono a presidiare l’apice della gerarchia afroamericana di New Orleans.

Il crescente fenomeno religioso andò ad incorporare elementi provenienti dalla magia popolare europea, dalla spiritualità nativo-americana e, in seguito al volere di Marie Laveau, considerata ancora oggi la più grande voodoo-queen locale, anche dal cristianesimo.

Inizia a svilupparsi il “gris-gris”, forma specifica di magia talismanica che consiste nel creare amuleti capaci di influenzare la vita della persona a cui vengono legati, quasi esclusivamente in maniera positiva (famosi sono i piccoli sacchettini di stoffa riempiti con le più varie sostanze).

I riti e le credenze vodu iniziano, già alla fine dell’800, ad attirare l’attenzione e ad alimentare l’immaginario delle persone. Nel 1932, la pellicola di Victor Helperin, “L’isola degli zombies” , diffonde la leggenda secondo la quale gli stregoni vodu avessero l’oscura capacità di riportare in vita i morti: il Voodoo diventa la nuova gallina dalle uova d’oro di Hollywood e dell’industria turistica di New Orleans. Oggi, camminando per la città, non è raro trovare fattucchieri disposti a vendere qualche prodigioso talismano in cambio di qualche dollaro.

Tale ciarlataneria non è dovuta solamente alla commercializzazione del Voodoo, ma anche alla sua aperta natura intrinseca. La pratica del Voodoo a New Orleans è libera, non è necessaria alcuna iniziazione poiché non è contemplata nessuna ortodossia: ognuno onora gli spiriti che preferisce, i quali possono essere “presi in prestito” da numerosi culti e religioni.

Ad esempio gli spiriti vengono venerati mediante immagini ritraenti santi cattolici, anche se spesso sono modificate per occultare particolari significati. L’unico dogma rimane quello che prevede l’esistenza di un Dio, di spiriti ed antenati.

La reale pratica del Voodoo-Hoodoo, questo il nome che prende l’odierno vudù di New Orleans, si spinge così sempre più nell’ombra e nel segreto.

I praticanti vodu a New Orleans sono chiamati dottori delle radici”, i quali tramandano le proprie conoscenze l’uno all’altro. Essi utilizzano, mediante l’intervento degli spiriti, le proprietà magiche, di erbe, radici, minerali, parti di animali e fluidi corporei, per aiutare i clienti che si rivolgono a loro.

Ogni spirito è contraddistinto da dei colori, che richiamano gli elementi o le occasioni a cui si ritiene sia legato: ad esempio lo spirito Oshun, contraddistinto dal colore ambrato, si crede protegga le donne incinte e più in generale è venerato per assicurarsi di arrivare a destinazione sani e salvi; è legato all’amore e alla famiglia.

Il protagonista della maggioranza dei culti voodoo-hoodoo è però “Li Grand Zombi”, il principale spirito-serpente. Al contrario dell’immaginario cristiano dove sono legati al peccato, nel Voodoo i serpenti sono considerati i custodi della conoscenza intuitiva (la conoscenza che non può essere espressa verbalmente); spesso durante i riti, le donne danzano portando al collo dei grossi serpenti, simboli dell’equilibrio spirituale fra i sessi.

Li Grand Zombi trae le sue origini da forme religiose del Bantu e del Congo, in cui è concepito come lo spirito più vicino al dio creatore. Il termine zombi(e) deriva dalla parola congolese “nbzambi” che si riferisce alla parte spirituale, o all’anima; niente a che vedere con la resurrezione dei morti dunque.

Nonostante sia stato spesso associato alle orge e al demonio dagli estranei alle pratiche vodu, questo spirito è invece considerato come il sommo protettore e maestro di vita. L’uso del potere di Li Grand Zombi e dei serpenti in generale viene spesso impiegato nelle preparazioni gris-gris, dal momento che la pelle di serpente è connessa alla forza, al potere e al denaro.

I praticanti devoti rimasti, considerano il Voodoo un vero e proprio stile di vita più che una religione, poiché non coniuga solamente forme religiose ad altre che potremmo definire magiche, ma coinvolge l’alimentazione, l’istruzione, la ritualità festiva, le questioni etniche e le concezioni di salute/malattia.

Queste sono solo alcune curiosità riguardo all’anima vodu di New Orleans, un mondo fitto e complesso che non potrebbe infilarsi in maniera realmente esaustiva in queste poche righe. Tuttavia, ciò che realmente colpisce di questo fenomeno è vedere come differenti culti, credi e pratiche religiose abbiano saputo coniugarsi per andare a formare un complesso cosmologico armonico e valido per i propri attori sociali.

Il Voodoo non è solo un ottimo esempio di sincretismo, ma anche un’eccezionale dimostrazione di come una comunità riesca a sopravvivere in condizioni di dominio grazie alla propria cultura, modificata ed adattata alle mutevoli condizioni di vita senza per questo perdere la propria coerenza. 


Fonti:

  • ALVARADO, D. 2011, Voodoo hoodoo spellbook, San Francisco: Weiser Books.
  • FILAN, K. 2011, The New Orleans Voodoo Handbook, Toronto: Destiny Books.
  • JACOBS, C. F e KASLOW, A. J. 2001, The Spiritual Churches of New Orleans: Origins, Beliefs, and Rituals of an African-American Religion, Knoxville: University of Tennessee Press.
  • TALLANT, R. 1984, Voodoo in New Orleans, Gretna: Pelican Publishing Company.
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